Virus Chikungunya salgono a 13 i casi registrati nella sola Roma. Ormai è psicosi per la zanzara che provoca la febbre “spaccaossa”


 

Dopo i 6 registrati a Anzio, aumentano i casi di Chikungunya accertati e verificati dal Seresmi (Sistema regionale sorveglianza malattie infettive), adesso sono 13. Il virus che si trasmette attraverso la puntura di zanzare infette, da qualche anno è stato isolato anche in Italia, soprattutto nella zona della pianura padana e si caratterizza con febbre acuta. Dopo un periodo di incubazione di 3-12 giorni “si manifesta una sintomatologia simil-influenzale che include febbre alta, brividi, cefalea, nausea, vomito e soprattutto importanti artralgie (da cui deriva il nome Chikungunya, che in lingua swahili significa “ciò che curva” o “contorce”), tali da limitare molto i movimenti dei pazienti che quindi tendono a rimanere assolutamente immobili e assumere posizioni antalgiche”. “La prima epidemia nota è stata descritta nel 1952 in Tanzania, anche se già nel 1779 era stata descritta un’epidemia in Indonesia forse attribuibile allo stesso agente virale” si legge sul sito dell’epidemiologia per la sanità pubblica, curato dal Centro nazionale per la prevenzione malattie dell’Istituto superiore di sanità”. (Continua dopo la foto)







“In Europa nell’agosto 2007 sono stati notificati i primi casi autoctoni in Emilia Romagna. Si può sviluppare anche un esantema maculopapulare pruriginoso. Il tutto si risolve spontaneamente, in genere in pochi giorni, ma i dolori articolari possono persistere anche per mesi. Le complicanze più gravi sono rare – si sottolinea – e possono essere di natura emorragica (ma non in modo così grave come nella dengue) entro 3-5 giorni, o neurologica, soprattutto nei bambini. In rarissimi casi la Chikungunya può essere fatale, più che altro in soggetti anziani con sottostanti patologie di base”. La prevenzione consiste innanzitutto nell’impedire o ridurre al minimo le punture delle zanzare. (Continua dopo le foto)





 


Per chi va in zone epidemiche, è importante seguire le precauzioni generali per difendersi: “Reti alle finestre o zanzariere nelle stanze in cui si soggiorna (meglio se impregnate con insetticidi); insetticida; vestiti che non lascino scoperte parti del corpo (camicie con maniche lunghe, pantaloni lunghi) di colore chiaro, perché i colori scuri attraggono le zanzare; repellenti sulle parti del corpo che rimangono scoperte, tenendo presente che il sudore ne riduce l’effetto”. Una task force è già al lavoro: “Il Dipartimento Tutela e Ambiente del Comune di Roma, su nuova sollecitazione della Regione Lazio, ha garantito che entro oggi sottoporrà alla sindaca di Roma l’ordinanza contingibile ed urgente per l’avvio della necessaria disinfestazione in aree pubbliche e private – conclude – Invitiamo l’assessore Montanari ad evitare polemiche pretestuose ed ad impegnarsi come tutti alla migliore risoluzione della vicenda. Dalla Regione continuano ad arrivare notizie false, poco chiare e diffamanti – ancora Montanari – Roma Capitale si è immediatamente attivata rispetto ai casi di Chikungunya che ci sono stati segnalati dall’Asl venerdì scorso. Questa mattina sono stati fatti i primi interventi in tutte le aree urbane nelle quali si sono verificati i casi clinici notificati dalle Asl ed è imminente l’emanazione dell’ordinanza che renderà possibili i trattamenti adulticidi anche su suolo privato”. “C’è molta attenzione sulla Chikungunya – dice il ministro della Salute Beatrice Lorenzin – Da quando abbiamo avuto notizia dei casi ci siamo coordinati con l’Istituto superiore di sanità, ho sentito il presidente di regione Lazio Zingaretti più volte, che ha ribadito la richiesta fatta alle singole Asl e al comune di operare disinfestazioni”.

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