Attenzione al caldo e all’umidità, i vostri bimbi rischiano l’impetigine: 8 consigli per combatterla


 

Con il caldo e l’umidità, complici gli abiti leggeri e la pelle scoperta, è più alto il rischio di incappare nell’impetigine. Si tratta dell’infezione batterica più comune nella stagione estiva, frequente “nei bambini sotto i 10 anni, in particolare sotto i 5-6 anni. Sembra una scottatura da sigaretta, ma la vescicola si rompe subito, con una sorta di scollamento della pelle ‘a stampo’, che poi si ricopre con una pellicina o crosta. Se dopo qualche giorno la lesione non guarisce, ma anzi si diffonde o ‘passa’ ai fratellini o agli amichetti, bisogna coprirla con un cerotto e andare dal pediatra”. Lo spiega all’Adnkronos Salute May Chebl El Hachem, responsabile del reparto di Dermatologia dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

(Continua a leggere dopo la foto)








“L’impetigine – sottolinea – è contagiosa, ma benigna. Non bisogna allarmarsi, ma certo non è l’ideale per chi ha programmato una vacanza al mare. È causata da streptococchi, stafilococchi o da ambedue gli organismi. Le lesioni possono colpire tutta la superficie corporea, ma interessano generalmente il viso, il collo, le mani e le estremità. Si tratta di elementi vescicolosi o bollosi, a contenuto sieroso, circondati da un alone eritematoso. L’impetigine può manifestarsi ex novo su una cute sana, o può essere una sovrainfezione di una lesione pre-esistente, tipo puntura di insetto”. L’infezione si diffonde rapidamente attraverso il contatto con le dita o gli asciugamani. Cosa fare allora? “E’ importante tenere pulita la pelle, lavando e medicando mattina e sera le lesioni, e asciugando le zone infette per ultime. L’asciugamano usato può essere lavato con il resto della biancheria. Durante il giorno le lesioni vanno coperte con una garza”. Il trattamento, che va prescritto sempre dal medico, consiste principalmente nell’uso di una terapia topica a base di disinfettante e di antibiotico e nel bendaggio delle lesioni. “Nelle forme più estese è necessario associare al trattamento locale un antibiotico per via sistemica. In caso di forte prurito, invece, si può optare per un antistaminico”. E il mare? “Se la lesione è diffusa sarebbe meglio evitare il mare per i primi 3-4 giorni. Altrimenti – dice l’esperta – si può portare il bambino al mare, ma solo nelle ore fresche, al mattino presto e al tardo pomeriggio, coprendo con bende o cerotti le parti. Certo non è l’ideale, ma se le vacanze sono state prenotate l’infezione si può gestire, a patto di seguire alcuni accorgimenti”. Ecco dunque dall’ospedale pediatrico di Roma i consigli per i genitori:

1) Bisogna detergere accuratamente la cute del bambino prima di effettuare la medicazione

2) Tagliare regolarmente le unghie del bambino

3) Educare il piccolo a non rimuovere le croste

4) Effettuare il trattamento in maniera costante come indicato dal medico

5) Non eccedere nella quantità di pomata o crema da applicare

6) Rimuovere delicatamente e gradualmente le croste

7) Bendare le lesioni onde evitare la diffusione dell’infezione e ridurre il contagio ad altri bambini

8) Non pensare che la terapia sistemica sostituisca o sia più efficace di quella topica.

Caffeinanews by AdnKronos

www.adnkronos.it

L’abbronzatura perfetta e duratura? 5 regole per un colore da favola (senza farsi male)

 

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it