Trombosi, ne soffrono 400mila persone ogni anno: ecco come evitarla d’estate


 

Bere, bere e ancora bere. Non solo per evitare la perdita di liquidi, ma anche per scongiurare uno dei pericoli pubblici per la salute durante l’estate: la trombosi. Il consiglio arriva dall’associazione per la lotta alle trombosi e alle malattie cardiovascolari-Onlus, che propone un vademecum per scongiurare il rischio di trombosi che in Italia causa 400mila vittime: 50mila per trombosi venosa profonda, 200mila per infarto e 150mila per Ictus.

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1. Meglio preferire cibi poco salati come frutta e verdura (almeno 5 porzioni al giorno) e bere molta acqua (preferibilmente non gassata e lontano dai pasti). Sono da evitare salse, patate, riso e mele, preferendo invece pere con buccia, yogurt, semi di zucca (non salati), mandorle e pistacchi.

2. L’estate è periodo di incontri e spesso ci si rivede tra familiari. Meglio sfruttare le feste e l’incontro con parenti lontani per approfondire la storia di patologie pregresse e diffuse in famiglia per tenere d’occhio la familiarità con eventuali casi di trombosi.

3. Con pasti più leggeri sarà più facile divertirsi facendo sport, approfittando delle serate estive per lunghe passeggiate in riva al mare, in pineta, tra i vigneti o in montagna. Si può anche salire in sella alla propria bici per pedalate lungo i fiumi o tra le vie di città semi deserte. E anche in casa si può fare sport: basta posizionare la cyclette davanti alla Tv, per tenersi in forma, rilassandosi.

4. Le calze elastiche. Sono obbligatorie in gravidanza perché aiutano il sangue a tornare rapidamente al cuore senza che le vene perdano elasticità, ma può utilizzarle chiunque ne senta la necessità.

5. Il buonsenso dell’attenzione e la scienza della cura. I sintomi sono vari: una gamba gonfia, un forte dolore al polpaccio o sulla schiena, mancanza di respiro, mal di testa improvviso con difficoltà di equilibrio e a mantenere gli occhi aperti. In questo caso consultate un medico che può aiutarvi.

6. Mettere in valigia un foglio con scritti i nomi e le dosi dei farmaci assunti abitualmente, la patologia di cui si soffre e i numeri da contattare in caso di bisogno.

7. Controllare dal polso se il battito del cuore è regolare. L’importante è che sia regolare come quello di un tic tac e se le pause fra un battito e l’altro fossero disordinate, è bene respirare a fondo e distendere il diaframma. Se anche così non si trova giovamento, consultare il medico.

8. Se vai in montagna l’altezza potrebbe alzare la pressione, quindi chi ne soffre deve chiedere un aumento della dose del farmaco prescritto di solito, ma solo se si superano i 2000 metri.

9. Se invece il mare è irrinunciabile le immersioni subacquee sono proibite per chi ha già avuto trombosi cerebrale, ischemia, difetto delle valvole del cuore o un forame ovale pervio. Per gli altri, il consiglio è confrontarvi con l’istruttore.

10. I sintomi. I segnali caratteristici sono il gonfiore, il dolore simile a un crampo, l’arrossamento della parte colpita. In caso di flebite a volte compare sulla pelle un cordone rosso duro e dolente, corrispondente al decorso di una vena. Ma in alcuni casi i sintomi non sono clamorosi, si ha solo dolore e una leggera differenza di circonferenza tra una gamba e l’altra. La trombosi venosa del braccio è piuttosto rara perché rappresenta il 2-3% di tutti i casi diagnosticati, ma non deve essere sottovalutata visto che comporta gli stessi rischi della TVP delle gambe, e spesso colpisce persone molto giovani. Si può manifestare con dolore, gonfiore e a volte pallore del braccio o della mano. E’ più frequente in chi compie sforzi con le braccia, come gli sportivi.

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