“Può provocare il cancro. Ecco in quali cibi si trova”. Pubblicate le analisi della ricerca scientifica: ”È un prodotto molto diffuso”, spiegano i ricercatori che hanno studiato la sostanza


 

Siamo quello che mangiamo e delle volte non stiamo troppo attenti a quello che mettiamo sotto i denti. Ma ci sono degli additivi che consumiamo tutti i giorni di cui ignoriamo i possibili effetti pericolosi sulla salute. In questo caso parliamo dell’E171, un composto chimico, il biossido di titanio, che si trova in molti cibi che troviamo nei nostri piatti ogni giorno, così come in molti prodotti che utilizziamo. Secondo un recente studio, intitolato “Food-grade TiO2 impairs intestinal and systemic immune homeostasis, initiates preneoplastic lesions and promotes aberrant crypt development in the rat colon” e pubblicato su Scientific Reports, l’E171 potrebbe essere pericoloso per la nostra salute e provocarci il cancro. Ma è davvero così? Facciamo chiarezza su cosa sia questo additivo alimentare, se è davvero pericoloso e dove si trova. L’E171, biossido di titanio, viene utilizzato come pigmento bianco nelle vernice e nella plastica, ma anche come opacizzante. Ma non solo. (Continua a leggere dopo la foto)






Si trova anche nei prodotti di cosmesi, come colorante, e nelle creme solari dove viene utilizzato in forma “nano” cioè in particelle molto molto piccole che riesco a filtrare la luce e assorbire l’UV, dando protezione. Trovi l’E171 anche nel dentifricio e in molti prodotti farmaceutici. Il biossido di titanio viene impiegato anche come additivo alimentare, con la sigla E171, che spesso vi sarà capitato di leggere tra gli ingredienti. L’additivo si trova infatti nei dolci, nel cioccolato, nei biscotti, in generale in quasi tutte le caramelle e nei chewing gum. Per quanto questo additivo sia da tempo studiato, criticato e considerato potenzialmente dannoso, non c’è ancora una ricerca definitiva che possa dirci, sull’essere umano, se l’E171 sia effettivamente cancerogeno.

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I ricercatori hanno esposto un gruppo di topi ad una dose giornaliera di 10mg di E171 per ogni chilo di e hanno potuto osservare l’assorbimento del biossido di titanio nell’intestino e il suo passaggio nel flusso sanguigno e nel fegato. Dalle analisi è risultato che, dopo 100 giorni, 4 topi su 11 del gruppo di ratti trattati con l’E171 avevano sviluppato alcune lesioni preneoplastiche (lesioni che tendenzialmente non sono maligne, ma che possono diventarlo). L’E171 è risultato dunque potenzialmente pericoloso nel 40% circa dei topi testati, è vero. Resta però da verificare i danni che l’additivo potrebbe fare agli esseri umani, non è infatti detto che ciò che risulta dannoso, o quanto e come risulta dannoso, per i topi, sia valido anche per noi.

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