“Rimarrò con questo buco in testa per tutta la vita”. Ha esagerato e rischiato molto. E le è andata male, evidentemente. Quell’abitudine, alla quale molti di noi proprio non riescono a rinunciare, le è costata cara


È oramai risaputo: lampade e docce solari rappresentano un potenziale pericolo se non usate con parsimonia e sotto la tutela di personale altamente qualificato. Passati gli anni Novanta, in cui farlo era quasi un must, si sono cominciate a moltiplicare le campagne di informazione e sensibilizzazione sull’uso e l’eccesso: i raggi ultravioletti, a quella concentrazione, sono sì piacevoli e ci ‘colorano’ fuori stagione ma fanno male.

Tant’è che è ormai una costante anche quella di suggerire la non esposizione al sole estivo nelle ore più calde e l’uso di creme solari protettive. E quando l’abbronzatura diventa un’ossessione non è più un piacere, anzi… E peggio ancora se è artificiale. Lo sa bene Justine Sheils, una donna inglese di 43 anni, che ha rischiato di morire e per questo ha voluto raccontare la sua storia. (continua dopo la foto)



Si è sottoposta a lampade solari ogni giorno da quando aveva 15 anni e nel 2006 ha scoperto di avere un melanoma maligno. Aveva scoperto, nel 2007, di avere degli strani segni sul petto e per miracolo i medici sono riusciti a evitare di amputare entrambi i seni. Un anno dopo, Justine tornò sotto i ferri: per salvarla i chirurghi dovettero asportarle e ricostruire parte del cranio a causa di una nuova massa. Si è salvata ma a caro prezzo: dopo l’intervento, Justin è rimasta con un buco in testa completamente senza capelli e combatte da allora con l’epilessia. (continua dopo le foto)



 

Oggi, Justine gira il paese raccontando la propria storia per sensibilizzare l’opinione pubblica sul cancro alla pelle e sui rischi dei lettini abbronzanti. “All’epoca non c’erano abbastanza avvertimenti contro l’uso dei lettini abbronzanti e stare ore e ore fuori al sole per abbronzarsi era una cosa normale. Tutti lo facevano. Persino quando si iniziò a parlare dei rischi di cancro alla pelle, io ho continuato a usarli. Pensavo: ‘A me non capiterà, andrà tutto bene’. Non avrei potuto sbagliarmi di più”, ripete continuamente Justine.

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