La tua ”lei” sta bene (o potrebbe star meglio)? Dipende da quanto…


 

Sai che la tua “lei” è piena di batteri? Ma se credi che questi batteri siano batteri cattivi, ti sbagli. Si tratta infatti di microrganismi che hanno lo scopo di mantenere la tua “lei” in salute. Per esempio la proteggono da tante malattie sessualmente trasmissibili e anche da infezioni. Facciamo un viaggio un viaggio proprio lì e scopriamo chi abita la tua “lei”.

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1)Il principale alleato della sua salute è il Lactobacillus, presente anche nel tratto gastrointestinale. Questo produce acido lattico per la fermentazione degli zuccheri e riduce il pH dell’ambiente che lo circonda inibendo la formazione di patogeni. Se le colonie di Lactobacillus vengono però duramente attaccate, di solito in seguito a periodi particolarmente stressanti, ad alimentazione scorretta o terapie antibiotiche, insorgono le infezioni vaginali, quali vaginiti e candidosi.

2)Candida albicans & Co. In quest’ultimo caso, il micete Candida albicans, che è normalmente presente nella flora, prolifera. Per curare la candida, la paziente deve assumere antimicotici per via orale e ovuli per ristabilire la presenza del Lactobacillus, oltre a fare attenzione a seguire un’alimentazione controllata, povera di zuccheri e lieviti, di cui il micete si ciba. 

3)I batteri presenti nella vagina non sono sempre gli stessi, né sono suddivisi in percentuali uguali.Nel 2011 i  ricercatori dell’Università di Medicina di Washington hanno analizzato i batteri di 396 donne, rappresentanti quattro gruppi etnici, e hanno scoperto la presenza di comunità batteriche dominate dal Lactobacillus per il 59,6% delle ispaniche, che hanno pH 5.0 ± 0.59, per il 61,9% delle nere, con pH 4.7 ± 1.04, per l’80,2% delle asiatiche, con pH 4.4 ± 0.59, e per l’89,7% delle bianche, con pH 4.2 ± 0.3.

4)Quindi? Considerando il Lactobacillus il principale batterio responsabile della riduzione del pH e del buono stato di salute della vagina, verrebbe da pensare che le donne nere e ispaniche dovrebbero essere considerate “non in salute” nella maggior parte dei casi. Ma ovviamente non è così. Lo studio ha scoperto la presenza di altri batteri in grado di svolgere lo stesso lavoro, mantenendo protetta la zona intima femminile. 

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