Tumore all’utero, 5 sintomi subdoli che le donne sottovalutano


 

I tumori della cervice uterina sono classificati in base alle cellule da cui prendono origine e sono prevalentemente di due tipi: il carcinoma a cellule squamose (l’80% dei tumori della cervice) e l’adenocarcinoma (circa il 15%). Si parla di carcinoma a cellule squamose quando il tumore deriva dalle cellule che ricoprono la superficie dell’esocervice e di adenocarcinoma quando invece il cancro parte dalle cellule ghiandolari dell’endocervice. Infine, anche se meno comuni (3-5% dei tumori cervicali), esistono dei tumori della cervice che presentano un’origine mista e sono per questo definiti carcinomi adenosquamosi. (Continua a leggere dopo la foto)







Il sintomo più comune del tumore all’utero è il sanguinamento vaginale anomalo. Ma tra i più diffusi troviamo: dolore o difficoltà a svuotare la vescica, dolore durante i rapporti e fitte nella zona pelvica. Questi sintomi possono essere causati dal tumore all’utero, ma anche da altri problemi. Se avvertite questi sintomi consultate il vostro medico di fiducia in modo da arrivare a una diagnosi veloce e, in caso di tumore, a iniziare una terapia mirata. (Continua a leggere dopo la foto)




 

 

Dovrete sottoporvi a una visita medica e fare gli esami del sangue. Dovrete, inoltre, eseguire uno o più degli esami seguenti: Visita ginecologica. Il ginecologo controllerà lo stato di salute dell’utero, della vagina e dei tessuti circostanti, facendo attenzione in particolare a masse e gonfiori sospetti o a cambiamenti della forma o delle dimensioni degli organi. Ecografia. Nell’ecografia vengono usate onde sonore non percepibili dall’orecchio umano. Le onde sonore fanno eco contro gli organi della zona pelvica, e il computer quindi può creare un’immagine dell’utero e dei tessuti circostanti. L’ecografia permette di visualizzare i tumori dell’utero. Per vedere meglio l’utero, il dispositivo può essere inserito nella vagina (ecografia transvaginale). Biopsia. La biopsia è la rimozione dei tessuti per andare alla ricerca delle cellule tumorali. Un tubicino sottile viene inserito in vagina e raggiunge l’utero. Il medico raschia leggermente le pareti, e aspira delicatamente i campioni di tessuto. Il patologo esaminerà al microscopio il campione di tessuto prelevato per individuare eventuali cellule tumorali. Nella maggior parte dei casi la biopsia è l’unico modo sicuro per capire se c’è effettivamente un tumore.


Potrebbe anche interessarti:

Allerta tumore, i 13 campanelli da non trascurare mai…

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it