Zucchero e dolci? Se esageri non è solo la linea a urlare “Aiuto!”. Ecco i danni (gravi) che provocano al cervello


 

Lo zucchero? Non è solo un nemico della linea: oltre a ciò che si vede esteriormente a pagare il “conto della dolcezza” è anche il cervello sul quale ha effetti negativi. Prima di spiegare i dettagli di questa scoperta è bene precisare che a finire sotto accusa non sono le piccole quantità, ma l’uso smodato. Sono diversi gli studi che mettono in evidenza ciò che succede: ecco i “danni” provocati dagli zuccheri, così come sintetizzati oggi dall’Huff Post Italia.

Danneggia la memoria e la capacità d’apprendimento
Uno studio del 2012 condotto dai ricercatori dell’Università della California sulle cavie da laboratorio ha scoperto che una dieta ricca di fruttosio (che è semplicemente un altro modo di indicare degli zuccheri) danneggia la memoria e l’apprendimento letteralmente rallentando il cervello. I ricercatori hanno scoperto che i topi che avevano abusato di fruttosio avevano un’attività delle sinapsi cerebrali danneggiata: la comunicazione tra i neuroni era molto più difficoltosa. Emerge che consumare massicce dosi di zuccheri ha causato lo sviluppo nelle cavie di una resistenza all’insulina, l’ormone che controlla i livelli di zucchero nel sangue e regola anche le funzioni delle cellule cerebrali. L’insulina rafforza le connessioni sinaptiche tra i neuroni, aiutandoli a comunicare meglio e di conseguenza ricordare più facilmente. Di conseguenza il calo di insulina causato dall’assunzione eccessiva di zuccheri danneggia le capacità cognitive.

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Può causare ansia e depressione o accentuarlo
Picchi alti e bassi nel livello di zucchero presente nel sangue possono far provare sintomi come l’irritabilità, i repentini cambi d’umore, il cervello annebbiato e la spossatezza. Questo perché mangiare una ciambella cosparsa di zucchero o bere una bibita zuccherata causano un incremento dei livelli di zucchero del sangue, seguiti da un calo. Quando il livello di zucchero nel sangue crolla inevitabilmente ci si può sentire ansiosi, lunatici o depressi. Alimenti ricchi di zucchero e carboidrati possono anche interferire col funzionamento dei neurotrasmettitori che ci aiutano a stabilizzare il nostro umore. Ingerire zuccheri stimola il rilascio di un neurotrasmettitore i cui effetti migliorano l’umore, la serotonina. Attivare costantemente la produzione di questa sostanza può esaurirne le limitate riserve di cui il nostro organismo dispone, provocando sintomi che possono contribuire alla depressione: è quanto sostiene Datis Kharrazian, esperto di medicina funzionale e autore del libro “Why Isn’t My Brain Working?”.

È un fattore di rischio circa demenza e declini cognitivi collegati all’età
Una serie crescente di ricerche suggeriscono che una dieta ricca di zuccheri potrebbe essere uno dei fattori che incrementano il rischio di essere affetti da Alzheimer. Una studio del 2013 condotto dal Dr. Medha Munshi, intervistato dal New York Times, ha scoperto che la resistenza all’insulina e gli alti livelli di glucosio presenti nel sangue – entrambi tratti caratteristici di chi soffre di diabete – sono collegati con lo sviluppo di disordini neurodegenerativi come l’Alzheimer. Come racconta Munshi “gli studi dimostrano che il cervello è uno degli organi maggiormente danneggiati dagli alti livelli di zucchero nel sangue”.

Quanto zucchero c’è dentro? Scopritelo con questo video