Alice nel paese delle meraviglie compie 150 anni: ecco le traduzioni più bizzarre del capolavoro di Carroll


Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie (titolo originale Alice’s Adventures in Wonderland) festeggia quest’anno il suo 150° anniversario. Uno dei più grandi capolavori del mondo, frutto della fantasia di Charles Lutwidge Dodgson, meglio noto come Lewis Carroll venne pubblicato per la prima volta nel 1865 e da allora la sua traduzione è sempre stata una grandissima sfida anche per i migliori traduttori del mondo.



Il libro è infatti ricco di giochi di parole, filastrocche, proverbi propri della cultura inglese e difficilmente traducibili in altre lingue, eppure la voglia di cimentarsi in questa impresa così ardua coinvolge ancora molti traduttori, tanto che per il 150° anniversario sono state redatte nuove versioni da quella in scouse, il dialetto di Liverpool, a quella in Esperanto, la lingua che teoricamente dovrebbe unificare l’Europa, ma ci sono anche le versioni in kazako, in rima in cockney, ossia il dialetto di Londra, per non parlare della traduzione in geroglifici in cui si stanno cimentando due docenti della prestigiosa università americana Yale.


Una nuovissima versione, forse la più bizzarra in assoluto è quella di John Hale che ha pensato di tradurla utilizzando le emoji, le “faccine” e le immagini sempre più usate per comunicare nelle chat via computer o via smartphone. Ce ne sono volute più di 26mila e l’autore, terminato il lavoro, ne ha fatto un poster che contiene tutto in libro in 119 cm x 84 cm.

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