Martin Luther King, le 5 frasi che hanno fatto la storia a 50 anni dal Nobel


Era il 10 dicembre del 1964 ed a Oslo, Martin Luther King riceveva il premio nobel per la pace. Sono passati 50 anni da quella storica giornata in cui il reverendo, a quel tempo il più giovane uomo ad aver ricevuto quell’onorificenza, disse: “Questo premio non va ad una singola persona, ma va a tutte le “nobili” persone che hanno lottato nel movimento per i diritti civili”.

La frase più celebre di Luther King fu certamente “I have a dream” proclamata il 28 agosto 1963 durante la “marcia per il lavoro e la libertà davanti al Lincoln Memorial di Washington” e nel quale la pronunciò più volte. Ecco il video del discorso con sottotitoli in italiano (continua dopo il video)

 

Tratto da questo celebre discorso ecco una raccolta delle citazioni più belle di Martin Luther King a 50 anni dal suo premio nobel:

1. “E anche se dovrete affrontare le difficoltà di oggi e di domani, io ho ancora un sogno. È un sogno profondamente radicato nel sogno americano. Io ho un sogno, che un giorno questa nazione si leverà e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni: “Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità, che tutti gli uomini sono creati uguali”. Io ho un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che furono schiavi e i figli di coloro che possedettero schiavi potranno sedere insieme al tavolo della fratellanza. Io ho un sogno, che un giorno perfino lo Stato del Mississippi, uno Stato che ribolle di ingiustizia, che ribolle di oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e giustizia.  Io ho un sogno, che i miei quattro bambini vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per il loro carattere.”

2. “Per il progresso dell’umanità, non si può sfuggire a Gandhi. Egli visse, pensò ed operò ispirato dalla visione dell’umanità che evolve verso un mondo di pace e di armonia. Ignorandolo, lo facciamo a nostro rischio e pericolo.”

3. Potrò essere crocifisso, potrò anche morire, ma voglio che i miei fratelli dicano: “è morto perché io sia. 

4. (Rifiutando una pistola avuta in regalo) Sono un predicatore della non violenza. Non ho diritto di portarla. E poi, ciò che conta non è quanto si vive, ma come si vive.

5. Un uomo chiamato a fare lo spazzino dovrebbe spazzare le strade così come Michelangelo dipingeva, o Beethoven componeva, o Leontyne Price cantava al Metropolitan Opera, o Shakespeare scriveva poesie. Egli dovrebbe spazzare le strade così bene al punto che tutti gli ospiti del cielo e della terra si fermerebbero per dire che qui ha vissuto un grande spazzino che faceva bene il suo lavoro.

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