Panettoni, è tempo di regalarli e di riceverli. Ma il dilemma davanti agli scaffali del supermercato è sempre quello: ci si può fidare di quelli più economici e non di marca? È bene che a riguardo sappiate una cosa fondamentale


 

È decisamente il prodotto per eccellenza a Natale, tutti lo vogliono, tutti lo comprano e tutti si chiedono quale sia il migliore e quale comprare. Nel periodo natalizio, si sa, oltre agli scontati regali, l’altra caccia vera è al panettone, o al pandoro per chi lo preferisce. Anche portarli o donarli ad amici e parenti fa parte del cerimoniale. Spesso, però, di fronte agli scaffali dei supermercati si resta un po’ dubbiosi su quale prodotto comprare, non solo per l’ormai vastissima scelta di gusti e forme del classico dolce natalizio, ma anche per la marca del panettone. In molti infatti pensano che portare un panettone non di marca non faccia fare bella figura soprattutto se si è ospiti per il cenone, così si opta quasi sempre per la scelta più nota o comunque più pubblicizzata. Diciamolo: siamo affezionati alle marche storiche. Però, c’è un qualcosa di fondamentale che si deve sapere. In realtà, come scrive ‘Il fatto alimentare’, dietro ai marchi della Grande Distribuzione, cioè quelli che di solito costano meno, si nascondono in realtà sempre le grandi aziende del settore. (Continua a leggere dopo la foto)



Guardando le varie etichette infatti si può ben notare come i dolci siano prodotti dalle stesse grandi aziende del settore, e spesso nelle stesse fabbriche. Si scopre così ad esempio che Maina produce per Coop (stesso stabilimento di Fossano), Balocco per Carrefour (sempre a Fossano). Dietro al panettone di Pam invece c’è Borsari e a quello di Conad ci sono Bauli (stesso stabilimento di produzione nel Veronese) e Vergani. Paluani invece è il produttore per Auchan e Eurospin, mentre il gruppo Selex si affida a Vecchio Forno e Dal Colle è dietro Unes.

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Ovviamente a volte la qualità e il sapore cambiano anche in base al procedimento, alle tecniche e agli ingredienti usati come il tipo lievito, la quantità di burro e uvette,  i tempi di lievitazione e di raffreddamento, ma molto spesso sono aspetti che non giustificano una differenza marcata di prezzo tra prodotti di marca e quelli della  Gdo che in alcuni casi invece sono dovuti proprio al marketing.

 

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