Dieci cose che (forse) non sapete sulla pizza


Focus ha snocciolato dieci cose che molti non sanno sulla pizza. Più che altro sono curiosità molto divertenti. Ne abbiamo scelte cinque tra le più (secondo noi) interessanti. Volete scoprire tutte e dieci? Cliccate qui.



1- La pizza moderna, come la conosciamo oggi, è nata a Napoli. Ne parla anche Alexandre Dumas padre nel suo Corricolo (1835). Nel 1889 Raffaele Esposito e sua moglie Rosa Brandi, titolari di una pizzeria a via Sant’Anna di Palazzo, per fare omaggio alla Regina Margherita, moglie di Re Umberto I, prepararono un pizza tricolore a base di pomodoro, basilico e mozzarella. Era ufficialmente nata la Margherita.

2- Sbaglia chi crede che gli americani abbiano scoperto la pizza molti anni dopo noi italiani. Anzi, forse alcuni l’hanno conosciuta persino prima. La prima pizzeria di New York ha infatti aperto i battenti nel 1905, da un’idea dell’emigrante Gennaro Lombardi. Erano passati solo 15 anni dall’invenzione della Margherita. E il successo fu quasi immediato. Oggi la pizza più popolare negli Usa è la pizza Pepperoni (al salame piccante).

3- A metà degli anni 90, prima di creare Google, Sergey Brin mise in piedi un servizio che permetteva di ordinare la pizza via internet sfruttando il fax dei ristoranti. Fu un grande fallimento che, come ha raccontato lui stesso, gli insegnò che le persone non sempre rispettano le decisioni prese. Ma se avesse funzionato, forse oggi non avremmo Google.

4- In sociologia si parla di effetto pizza quando un fenomeno locale ha successo prima all’estero che nel paese d’origine, dove torna da protagonista in un secondo momento. Il primo a parlarne fu nel 1970 l’antropologo Agehananda Bharati per spiegare come la popolarità dello yoga e delle discipline orientali in occidente avesse contribuito a farle conoscere anche in patria. Secondo lui anche la pizza aveva vissuto lo stesso destino, diventando famosa prima negli Usa e poi in Italia.

 

5- A PizzaUp, simposio tecnico sulla pizza che si è tenuto nel 2013 a Padova, sono state presentate varie ricette, supportate da ricerche universitarie, per togliere alla pizza il 30% di calorie, senza modificarne il sapore. Il segreto sarebbe nella farina, non più di grano, ma di cereali e legumi, più equilibrati e salutari dal punto di vista nutrizionale. Ma i fan delle vera pizza napoletana non ci stanno.