Un’altra truffa sul pane: c’è anche quello “falso”, sequestrato nei supermercati. Ecco come riconoscerlo


 

Commercializzavano un comune pane di semola per “Pane di Altamura”, quindi non rispondente alle caratteristiche del rigido disciplinare di produzione. Ventidue punti vendita di una famosa catena di supermercati sono stati controllati dagli uomini Corpo forestale dello Stato del Comando Regionale Puglia e del Coordinamento Territoriale per l’ambiente di Altamura. I supermercati esponevano infatti il prodotto nel banco vendita pubblicizzandolo con cartelli indicanti “Pane di Altamura”, inducendo il consumatore a credere di acquistare la rinomata DOP. Le indagini dei Forestali, iniziate in un punto vendita situato a Molfetta, hanno consentito attraverso la verifica della documentazione contabile di tracciare a ritroso il percorso del prodotto e quindi di sventare la truffa.

Così è scattata le denuncia per frode nell’esercizio del commercio e per contraffazione di denominazioni di origine dei prodotti alimentari per il rappresentante legale della grande azienda. I supermercati interessati sono dislocati in quattro regioni del sud Italia, Puglia, Molise, Campania e Calabria. La vendita del prodotto incriminato veniva reclamizzata mediante la distribuzione di 500mila volantini promozionali che inducevano al pubblico in errore sull’acquisto in offerta del famoso prodotto da forno. Il pane di Altamura DOP,  prodotto unico, che così come recita il disciplinare di produzione, deve necessariamente essere prodotto da semole rimacinate.

Il ‘Pane di Altamura DOP’ si ottiene secondo l’antico sistema di lavorazione che prevede l’uso di lievito madre o pasta acida — sale marino — acqua. La pagnotta dal caratteristico profumo, di peso non inferiore a 0,5 Kg, presenta due forme tradizionali, la prima delle quali, denominata localmente “U sckuanète = pane accavallato”, è alta, accavallata, senza baciatura ai fianchi; l’altra più bassa, localmente denominata “a cappidde de prèvete = a cappello di prete”, non presenta baciatura. La crosta deve possedere uno spessore non inferiore a 3 mm.; la mollica, di colore giallo paglierino, presenta una omogenea alveolazione.

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