Scegliere l’uovo di Pasqua (perfetto), tutti i consigli per evitare brutte sorprese


 

Quest’anno la spesa per un uovo di Pasqua varia da 2,5 a 15 euro e con questa cifra si porta a casa un dolce alto 50 centimetri che pesa poco più di due tavolette di cioccolato (220-250 grammi). Capire perché ci sono differenze così vistose tra un prodotto e un altro è complesso e bisognerebbe considerare molteplici fattori collegati anche al marketing e alla pubblicità. Ma come si sceglie un uovo di qualità. Come spiega Il fatto alimentare prima bisogna evitare di fare paragoni di prezzo con le tavolette al cioccolato.

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Per i dolci pasquali bisogna innanzitutto considerare i costi dell’imballaggio (carta argentata, fiocco, supporto di plastica, etichetta ecc.), le spese di produzione e di spedizione nettamente superiori e le dimensioni che portano via spazio ad altri prodotti esposti sugli scaffali dei supermercati per cui il ricarico arriva al 30% circa. C’è poi la sorpresa che incide dal 3-10% sul prezzo di vendita e il numero di uova invendute. Una volta decifrate le dinamiche del prezzo – spiega sempre Il fatto alimentare – è importante riconoscere il prodotto di qualità. Vediamo quindi, cosa il consumatore deve cercare nelle etichette dei prodotti al latte e fondente.

In quello fondente devono trovare ai primi posti il cacao e il burro di cacao (maggiore è la quantità migliore dovrebbe essere il prodotto). Anche le altre parole sono importanti, termini come extra, fine, finissimo o superiore indicano un cioccolato fondente migliore, perché la quantità di cacao e burro di cacao supera il 43%. Il profumo deve essere quello tipico del cacao intenso e quando si rompe tra i denti si deve sentire un rumore netto, mentre il sapore deve essere persistente e l’amaro si deve sentire con sfumature intense.

Nel cioccolato al latte di qualità superiore, invece, la percentuale di cacao deve essere il 30% e il latte almeno il 18%. Il vero giudizio però si può dare solo assaggiando l’uovo. Il cioccolato deve sciogliersi in bocca e non si devono sentire granuli. La sensazione ‘’sabbiosa’’, infatti, è sinonimo di scarsa qualità.

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