Sesso, ultima frontiera. Ecco l’ultima “moda” che sta contagiando tante persone. Riprende una pratica “antica” e, dicono, funzioni alla grande. Ma non tutti sono d’accordo. Anzi


 

L’acquisto più venduto nei sexy shop? Beh, è proprio quello che non ti aspetti è il caso di dirlo. È la cintura di castità, tornata di gran moda per mettere sotto chiave le zone intime di uomini e donne. Il motivo però non è quello che pensate, quello per cui la cintura è nata. Piuttosto viene utilizzata dagli amanti del Bdsm (Bondage Dominazione, Sadismo e Masochismo). Oltre a catene, guinzagli, tacchi affilati, fruste, ricorrono anche alla cintura di castità per dominare o farsi sottomettere dal partner. È il partner dominante, di solito, a detenere la chiave e quindi a regolare l’uso e la rimozione della cintura, con l’obiettivo, oltre che di indurre l’impossibilità di avere rapporti sessuali, anche di ottenere una maggiore umiliazione e repressione sessuale del soggetto sottomesso, impedendone anche la masturbazione e, nel caso dei maschi, rendendone dolorosa la stessa erezione. In questo tipo di relazioni il cosiddetto “dono della chiave”, che lo slave fa nei confronti del dominante, assume un valore molto significativo. (Continua dopo la foto)




Come testimonianza effettiva dell’importanza della relazione e della fiducia che il sottomesso ha, nei confronti di chi assume il controllo sulla sua sessualità. Va infine detto che in alcuni casi questo tipo di disciplina sessuale è applicato a se stesso, direttamente, senza intervento di estranei, da soggetti praticanti il masochismo sessuale. Insomma, dietro c’è un vero e proprio universo. Sul mercato è possibile trovarne molti sia per lui che per lei. Vengono acquistate soprattutto online ed i prezzi variano da poche decine a centinaia di euro. Unica avvertenza: duplicare la chiave per non rischiare di fare la fine di Fantozzi, tornato a casa dalle crociate e costretto a rivolgersi al fabbro Filinus, con risultati immaginabili. (Continua dopo le foto)




Non è tutto ora quello che luccica però, a cominciare dalla storia stessa della cintura che non sembrerebbe proprio risalire all’età medievale come vuole la tradizione. Le prime cinture di castità “vere” infatti sono quelle finite nei musei intorno al 1840 . Al Museo d’arte medievale di Cluny a Parigi, per esempio, fino a poco tempo fa si poteva ammirare una cintura che si diceva fosse appartenuta alla regina di Francia Caterina de’ Medici (1519-1589). Fu solo nel 1990 che i responsabili del Museo si accorsero che si trattava di un falso risalente al XIX secolo. La carne, del resto, è debole si sa.

“Orgia al primo giorno e poi tante altre sorprese: ecco l’isola del sesso”. Già, la chiamano così e il lancio pubblicitario non lascia spazio a dubbi: una vacanza a luci rosse solo per uomini e con ogni tipo di trasgressione. Tra indignazione e curiosità, intanto ne stanno parlando tutti