La chiave della felicità? Basta allenare il cervello con questi 3 esercizi


 

È una questione di fortuna o di attitudine nei confronti della vita? Secondo il “Time”, esistono tre esercizi da fare per essere felici, basati su prestigiosi studi psicologici. Probabilmente la felicità dipende dal punto di vista da cui guardiamo le cose, e possiamo educare il cervello alla felicità.

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Esercizio 1: contate tre cose bella della vostra giornata. Tratto da “Flourish: A Visionary New Understanding of Happiness and Well-being”: “La prossima settimana, prima di andare a letto, concedetevi ogni sera dieci minuti. Scrivete tre cose che sono andate bene durante la giornata e perché. Potete annotarlo sul diario o sul computer, l’importante è tenerne traccia. Non conta che si tratti di eventi straordinari (ad esempio, “mio marito tornando a casa dal lavoro ha comprato il mio gelato preferito per dessert“); possono essere comunque importanti (come “Mia sorella ha appena dato alla luce un bambino sano”). Accanto ad ogni avvenimento positivo, rispondete alla domanda: “Perché è successo?”.

Esercizio 2: confrontatevi con gli altri. “Di solito si dice che non bisogna paragonarsi agli altri. La ricerca, invece, dimostra che il confronto non sempre è dannoso per l’autostima – non se lo si fa con chi è peggiore di noi. Lo conferma Bauer, ricercatore associato al Sunnybrook Health Sciences Centre e psicologo Cognitive Behavioural Therapy Associates di Toronto. “Quando ci si mette a paragone con chi è più bravo di noi, si finisce per sentirsi inferiori e infelici”. 

Esercizio 3: ricordare la versione giusta di ciò che vi accade. Tratto da “Happiness: Sbloccare i misteri della ricchezza psicologica”: “Lyubomirsky ha dimostrato che le persone naturalmente felici reinterpretano gli eventi in modo da preservare e conservare la propria autostima”. Tratto da “The Storytelling Animal: How Stories Make Us Human””: “Secondo lo psicologo Michele Crossley, la depressione deriva spesso da una “storia incoerente”, una “inadeguata narrazione di sé” o da una “storia finita male”. La psicoterapia aiuta le persone infelici a imprimere una direzione ai propri vissuti, fornisce loro una narrazione con cui possono convivere. E funziona. Avere un “Giudizio Retrospettivo” (il senno di poi) significa ripensare agli eventi e aggiungervi una nota positiva. Le persone felici lo fanno automaticamente, ma è qualcosa che si può imparare da sé”.

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