Cose che non sai, ecco le 10 cose (innocue) che fai tutti i giorni e che potrebbero ucciderti


La vita ci ha insegnato, presto o tardi, che il pericolo si nasconde dietro ogni insidia e che a volte basta davvero poco per attraversare la sottile linea che separa la vita dalla morte. Il sito Cracked elenca alcune cose, che fai tutti i giorni, è che potrebbero ucciderti:

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1. È più facile morire cadendo dal letto che per colpa dell’acqua calda. 450 persone muoiono ogni anno per essere cadute dal letto, 34 invece muoiono per le scottature provocate dall’acqua calda.

2. Attenti ai veleni delle vasche idromassaggio. Centinaia di persone ogni anno vengono ricoverate al Pronto Soccorso per intossicazioni chimiche causate dai vapori sprigionati dalle soluzioni presenti nell’acqua.

3. Attenti alle scale mobili. Tali strumenti all’apparenza innocui feriscono ogni anno 2.100 bambini e 2.600 anziani circa.

4. Le persone muoiono anche per colpa di mazze da golf che si rompono nel bel mezzo del gioco. Le aste, spezzate, rimbalzano sul terreno ferendo organi vitali dei giocatori. È accaduto nel 1951, nel 1994 e nel 2005.

5. Le coperte elettriche da un lato sembrano una grandissima comodità. Dall’altro però nascondono gravi insidie. Al di là degli incendi domestici, queste coperte sono responsabili di infarti e possono causare, a volte, tumori al corpo uterino.

6. I tacchi alti sono molto pericolosi. Ogni anno si stima che otto donne su 100.000 si facciano ricoverare in ospedale per danni dovuti a ferite praticate dai tacchi. Inoltre in passato queste scarpe sono state usate per uccidere appunto attraverso la punta dello stiletto.

7. Attenti alle stalattiti di ghiaccio. Queste uccidono ogni anno, nella sola Russia, circa 100 persone l’anno.

8. La dolce noia può uccidere. Secondo uno studio condotto nel 2008, 5,3 milioni di persone sono morte mentre non facevano niente. La pigrizia è più pericolosa di un infarto.

9. Attenti ai chiusini. Sono posti ideali per morire soffocati dagli spazi angusti o dai gas velenosi.

10. La sindrome di Isadora Duncan. Dal nome della ballerina che nel 1929 fu soffocata dalla sciarpa che indossava e che s’incastrò nei mozzi delle ruote della sua Bugatti. Tale incidente è così comune da aver appunto avuto il nome della donna che ne è rimasta vittima.