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“Un partito in volo”. Sondaggi, numeri mai visti: balzo clamoroso

Non è un crollo, non è un terremoto: è quella crepa sottile che si allarga giorno dopo giorno. Nelle ultime settimane, i numeri raccontano un’Italia politica più inquieta del previsto, dove gli equilibri sembrano reggere ma iniziano a scricchiolare. E qualcuno, in mezzo, sta approfittando di ogni incertezza.

La fotografia arriva dall’ultimo sondaggio Only Numbers realizzato da Alessandra Ghisleri per Porta a Porta. E il messaggio, sotto la superficie, è chiaro: quasi tutti rallentano, qualcuno arretra, e una novità continua a guadagnare spazio. Il tutto mentre la distanza tra i due fronti principali si fa più corta, più tesa. Il centrodestra resta davanti, ma perde terreno. Il calo più evidente riguarda Fratelli d’Italia, che scende al 28,4%, lasciando sul campo lo 0,6% rispetto alla rilevazione precedente. Non è un tracollo, ma è un segnale: i picchi vicini al 30% dei primi mesi dell’anno sembrano più lontani.

Arretra anche il Partito Democratico, che si ferma al 22,2% (meno 0,4%). Numeri che, letti insieme, danno l’idea di una fase di raffreddamento generale: il consenso appare più fragile, meno “automatico”, e ogni spostamento pesa il doppio.

Scena di dibattito politico in tv legata a un caso di cronaca politica


In controtendenza, invece, il Movimento 5 Stelle cresce e sale all’11,4%, guadagnando tre decimali. Ma gli occhi di molti, stavolta, sono puntati soprattutto su un’altra traiettoria: quella di Futuro Nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci, che arriva al 4,5% con un ulteriore incremento.

Un dato che fino a pochi mesi fa sembrava difficile persino immaginare e che ora diventa un fattore politico vero, soprattutto perché incide su un’area già attraversata da tensioni e concorrenze interne. La crescita di Vannacci viene letta, inevitabilmente, anche in rapporto alla Lega, che resta al 7,4% ma continua a mostrare un lieve arretramento. In quella zona dell’elettorato, ogni decimale può diventare una migrazione: e la concorrenza nel campo sovranista si fa sempre più affollata.

Non brilla nemmeno Forza Italia, che scende all’8,3%. E nel capitolo centristi, l’unica forza sopra il 3% è Azione al 3,3%, mentre Italia Viva è al 2,4%, +Europa all’1,2% e Noi Moderati all’1%. Guardando alle coalizioni, il centrodestra (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) è stimato al 45,1%, in calo di un punto rispetto alla precedente rilevazione. Resta davanti, ma con un margine meno rassicurante.

Dall’altra parte il campo largo si attesta al 43,9%, perdendo appena 0,2%. Tradotto: la distanza tra gli schieramenti è di poco più di un punto percentuale. Una forbice sottile, che basta a far salire la tensione e a tenere apertissima la competizione in vista delle elezioni del 2027. Il quadro che emerge è quello di un elettorato in movimento: i partiti “storici” sembrano meno impermeabili agli umori del momento, mentre nuove sigle provano a trasformare la visibilità in consenso. E quando i numeri iniziano a muoversi tutti insieme, spesso è lì che comincia davvero la storia.


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