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Donald Trump, attacco senza precedenti contro Papa Leone

Lo scontro tra Casa Bianca e Vaticano si fa sempre più acceso, trasformandosi in uno dei fronti più delicati del panorama internazionale. A innescare la nuova polemica è stato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha attaccato frontalmente il pontefice Papa Leone XIV, criticandone apertamente le posizioni sulla guerra e sulla politica estera.

Le dichiarazioni sono arrivate durante un incontro con i giornalisti alla Joint Base Andrews, nel Maryland, dove Trump ha affermato di “non essere un grande fan” del Papa. “Non sono un grande fan di Papa Leone. È una persona molto liberale ed è un uomo che non crede nella lotta alla criminalità”, ha detto, accusando poi il pontefice di “giocare con un Paese che vuole un’arma nucleare”. Un attacco diretto, che segna un ulteriore irrigidimento nei rapporti tra Washington e il Vaticano.

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Trump Papa


Donald Trump, duro attacco a Papa Leone

La polemica si è rapidamente spostata anche sui social, dove Trump ha rilanciato le sue critiche con toni ancora più duri. “Non voglio un Papa che pensi che sia giusto che l’Iran possieda un’arma nucleare”. Nel lungo messaggio pubblicato su Truth, il presidente ha rincarato la dose: “Papa Leone è debole sulla criminalità e pessimo per la politica estera”. “Leone dovrebbe essere grato perché, come tutti sanno, è stato una sorpresa scioccante. Non era in nessuna lista per essere Papa, ed è stato messo lì dalla Chiesa solo perché era americano, e pensavano che fosse il modo migliore per affrontare il presidente Donald J. Trump. Se non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano”.

Trump Papa Leone

Nel post, Trump ha poi inserito anche elementi personali e politici, ampliando il raggio dello scontro. “Suo fratello Louis – prosegue Trump – mi piace molto di più di lui, perché Louis è un vero sostenitore del MAGA. Lui ha capito tutto, mentre Leone no! Non voglio un Papa che pensi che sia giusto che l’Iran possieda armi nucleari. Non voglio un Papa che pensi che sia terribile che l’America abbia attaccato il Venezuela, un Paese che inviava enormi quantità di droga negli Stati Uniti e, peggio ancora, svuotava le proprie prigioni, liberando assassini, spacciatori e omicidi, nel nostro Paese. E non voglio un Papa che critichi il presidente degli Stati Uniti perché sto facendo esattamente ciò per cui sono stato eletto, CON UNA VITTORIA A VALANGA, ovvero portare la criminalità ai minimi storici e creare il miglior mercato azionario della storia”.

A queste parole si è aggiunto un ulteriore affondo: “Sfortunatamente – prosegue Trump su Truth – Leone è debole sul crimine, debole sulle armi nucleari: questo non mi convince, così come non mi convince il fatto che incontri simpatizzanti di Obama come David Axelrod, un PERDENTE della sinistra, uno di quelli che volevano far arrestare fedeli e membri del clero”. E ancora: “concentrarsi sull’essere un grande Papa, non un politico. Questo lo sta danneggiando molto e, cosa ancora più importante, sta danneggiando la Chiesa cattolica!”.

Solo nella seconda fase della vicenda emerge con chiarezza l’origine dello scontro, legata alle recenti dichiarazioni del pontefice sulla crisi internazionale e, in particolare, sulle tensioni con l’Iran. Nei giorni scorsi, infatti, Leone XIV aveva criticato apertamente la retorica bellica della Casa Bianca, arrivando a definire inaccettabili alcune affermazioni del presidente. “Non è accettabile”, aveva osservato il Papa commentando la minaccia di Trump secondo cui “Un’intera civiltà morirà stanotte”.

Il pontefice aveva poi ampliato il suo intervento con un richiamo più ampio ai principi morali e al diritto internazionale. “C’è stata – aveva detto – anche questa minaccia contro tutto il popolo dell’Iran: non è accettabile. Ci sono questioni di diritto internazionale certamente ma molto di più: la questione morale come bene del popolo , e vorrei invitare tutti a pensare nel cuore ai tanti innocenti, ai tanti bambini , ai tanti anziani, totalmente innocenti che sarebbero anche loro vittime di questa escalation di una guerra che ha cominciato”. Un appello che si inserisce nella linea costante del pontificato, improntata al dialogo e alla riduzione dei conflitti, come ribadito più volte negli ultimi mesi .

A completare il quadro, le parole dello stesso Leone XIV che, già nei primi giorni della crisi, aveva invitato i leader mondiali a fermarsi. “Già dai primi giorni” del conflitto, aveva ricordato Leone, “dicevamo: torniamo al dialogo , cerchiamo come risolvere i problemi senza arrivare a questo punto”. E ancora, sottolineando il tentativo diplomatico: “come comunicare con le autorità per dire che non vogliamo la guerra. Siamo un popolo che ama la pace”. Un messaggio che, tuttavia, non ha fatto che alimentare lo scontro con il presidente americano, trasformando un confronto politico in un vero e proprio duello verbale tra due visioni opposte del ruolo internazionale degli Stati Uniti e della morale nelle relazioni globali.


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