E se fosse Romano Prodi il prossimo presidente della Repubblica?


Un’indiscrezione che aveva cominciato a circolare nella mattina di oggi e che ha trovato conferma. Matteo Renzi ha ricevuto Romano Prodi a Palazzo Chigi. Un faccia a faccia cominciato alle 15 circa e che si è protratto per un paio d’ore. Un incontro che non è di cortesia, almeno se si tenta di interpretare le ultime dichiarazioni del capo del governo. Proprio ieri, difatti, durante l’assemblea nazionale del Pd, Renzisi è lasciato scappare quel “basta nostalgie sull’Ulivo” che non è piaciuto ai prodiani doc. Almeno ufficialmente il vertice non ha nulla a che fare con la successione a Giorgio Napolitano. In agenda – secondo fonti del governo – i temi sono stati Libia, Ucraina e crisi internazionale. Ma il tema più atteso è proprio quello: la possibilità di inserire il nome del professore nella lista dei papabili. Anche se il diretto interessato dice da tempo di non essere interessato al Colle, anche considerando il coportamento di quei 101 franchi tiratori in occasione del tentativo di portarlo al Quirinale.

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Quella di candidare Romano Prodi è una ipotesi che terrorizza da sempre Silvio Berlusconi e che non sarebbe del tutto gradita neppure al segretario Pd. Ma gli scenari cambiano, soprattutto quando il clima politico, come quello attuale, non è per nulla stabile e certo nelle sue alleanze. Però è utile notare che sulla candidatura di Prodi al Colle si era schierato, nei giorni scorsi, uno dei leader della minoranza Pd, Pippo Civati. E, inoltre, anche il Movimento 5 Stelle potrebbe nutrire qualche simpatia per l’operazione visto che era tra i nomi delle cosiddette quirinarie. E quindi la candidatura di Prodi potrebbe coagulare i consensi di Sel, minoranza Pd, M5s. Tuttavia, di Prodi si parla anche per un incarico di peso alle Nazioni Unite. 

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