“Quando riapriamo tutto”. Mario Draghi, spunta la data: “Così si tornerà alla normalità”


Si parla di una data, una data specifica: di un mercoledì non di certo qualsiasi.Durante la conferenza stampa Mario Draghi pesa le parole perché sa che il clima nel paese è bollente, che le proteste si moltiplicano e che alcuni settori – primi fra tutti turismo, spettacolo e ristorazione – sono allo stremo. Così, il premier italiano prova anche lui a dare qualche speranza di ripartenza, ma senza creare false illusioni. Il faro saranno sempre i dati: quelli dei contagi naturalmente, ma anche e soprattutto quelli della campagna di vaccinazione.

In effetti si sta pensando di inserire il parametro delle vaccinazioni delle categorie a rischio tra quelli che si usano per autorizzare le riaperture. Stesso discorso aveva fatto il premier durante l’incontro con Matteo Salvini che spinge per avere zone gialle già nella seconda metà di aprile per almeno sei tra regioni e province autonome. (Continua a leggere dopo la foto)






Draghi di date preferisce non parlare, ma assicura che il governo è assolutamente disponibile a rivedere le misure anticontagio anche prima del 30 aprile, data di scadenza dell’ultimo decreto. Il ministro del turismo Massimo Garavaglia ha ipotizzato la data del 2 giugno: “È la nostra festa nazionale e potrebbe essere quella la data delle riaperture”. (Continua a leggere dopo la foto)








“Speriamo, magari anche prima – ha commentato Draghi – non diamo per abbandonata la stagione turistica, tutt’altro”. Il governo comunque sta pensando a dei rimedi per far ripartire l’economia. L’esempio potrebbe essere quello della Grecia e delle sue isole Covid Free, ma anche i presidenti di Sardegna e Sicilia chiedono di non puntare solo sulle isole minori e si offrono di acquistare da soli i vaccini. (Continua a leggere dopo la foto)

 


Come sappiamo fin troppo bene e Draghi lo conferma, altra possibilità per attrarre turisti potrebbe essere quella del passaporto vaccinale. Ma per nutrire la speranza l’unico mezzo restano i vaccini. Per questo Draghi ribadisce che la priorità è vaccinare subito gli anziani e bacchetta chi sgomita per passare avanti: “Con che coscienza la gente salta la lista per vaccinarsi lasciando un rischio concreto di morte per le persone fragili o gli over 75?”. A saperlo.

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