Lutto nella politica italiana, morto a 36 anni. Il ricordo affranto dei colleghi: “Un dolore profondo”


Addio a un giovane politico di centrosinistra. È morto il segretario provinciale del Partito democratico, ha combattuto per un anno la malattia. La passione politica sin da giovanissimo – come ricorda il Messaggero Veneto – iniziando il suo impegno già come rappresentante degli studenti tra il 2007 e il 2009 e membro del Senato accademico e del consiglio di amministrazione dell’ateneo friulano.

Il suo un grande impegno nelle file del Pd con anche la candidatura nel 2008 alle elezioni provinciali dalle quale uscì primo dei non eletti ma entrò quindici mesi dopo sedendo sullo scranno di Debora Serracchiani eletta al Parlamento Europeo. Andrea Simone Lerussi, 36 anni, era originario di Basadella Lerussi ha lavorato in Regione come segretario particolare dell’assessore alle Infrastrutture, Mariagrazia Santoro e successivamente come addetto alla segreteria del Gruppo consiliare dei democratici. Fino a quando la malattia lo ha vinto. Tra i messaggi di cordoglio quello di Furio Honsell (Open Fvg). (Continua a leggere dopo la foto)






“Con profondo dolore esprimo la mia vicinanza alla famiglia di Andrea Simone Lerussi – scrive il segretario nazionale del Partito democratico Nicola Zingaretti in un messaggio al segretario regionale Fvg Cristiano Shaurli- Lo conobbi nel 2007 come rappresentante degli studenti all’università di Udine – ricorda. Sin da allora manifestava spiccata intelligenza politica, impegno e preparazione. È una grande perdita per tutti. Il suo ricordo rimarrà per sempre un modello per chi crede che il senso della vita sia impegnarsi per un mondo migliore per tutti”. (Continua a leggere dopo la foto)






E ancora: “Andrea Simone Lerussi non c’è più, e tutto il Partito democratico ne piange la scomparsa prematura, stringendosi accanto alla famiglia. Abbiamo perso un giovane dirigente del partito, serio e competente, che nel suo Friuli Venezia Giulia mostrava la faccia sorridente e pulita della politica, la voglia di impegnarsi ed essere futuro”. (Continua a leggere dopo la foto)



 


Poi conclude: “Ma non siamo addolorati solo perché ci ha lasciati un membro valente della nostra comunità politica: chi lavora e costruisce onestamente non è ‘nostro’ o di altri, è un patrimonio di tutti e la perdita è di tutti. Come il dolore e il rimpianto che ci ha unito al di là delle bandiere”.

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