Scandaloso! Il nuovo governo Gentiloni è già nella bufera. “Non ha nemmeno la laurea”, eppure è ministro. La rete è impazzita e poi, assurdo, proprio quella carica va a ricoprire


 

È la prima volta che accade in Italia, ma durante questi anni di politica nostrana questa è una frase che ci capita di dire sempre più spesso. Certo, se si parla di scuola, però, fa uno strano effetto. “Diploma di laurea in scienze sociali”. È questa dizione, riportata nella sua biografia sul suo stesso sito web, a provocare il primo guaio per il governo Gentiloni. Al centro della bufera, il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli. Che invece, come ha rivelato il tam tam dei social, laureata non è. Il suo staff conferma, ma spiega che è solo un infortunio lessicale su cui ora qualcuno sta speculando. Del resto, avvertono, il fatto che in quella stessa biografia sia anche specificato che il “diploma di laurea” in questione è stato conseguito all’Unsas, Scuola per assistenti sociali di Milano (e dunque non in un’Università), è la prova della sua buona fede. (Continua a leggere dopo la foto)

 



Sta di fatto che è la prima volta che a capo dell’Istruzione va un ministro non “dottore”, anche se in realtà la Fedeli di scuola è esperta più di tanti laureati, essendosene occupata per una vita con la Cgil Scuola. Ma non è l’unica polemica che l’ha investita. Il Popolo del Family Day l’ha definita “una dichiarazione di guerra”. La nomina di Valeria Fedeli al dicastero dell’Istruzione non piace ai cattolici che si sono battuti contro le unioni civili e la diffusione della teoria del gender a scuola. La considerano “una vendetta” dopo il loro esplicito no al referendum e “una minaccia” per l’educazione dei figli.

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Intanto il nuovo governo accenna i primi passi. “Nei giorni prossimi andrò con il commissario Errani e il capo della Protezione civile Curcio” nelle zone colpite dal terremoto”. Lo annuncia il premier Paolo Gentiloni in sede di replica in Aula alla Camera. “L’emergenza è fatta sia di condizioni drammatiche di persone sfollate che di altre persone che hanno problemi di agibilità delle loro case. E poi ci sono problemi legati alla fase della ricostruzione”, aggiunge. E’ “una straordinaria priorità”: ci sono “15-20 milioni di italiani coinvolti dallo shock, dalla preoccupazione, dalla paura. Una intera zona nel centro del paese, l’impegno lì deve essere immediato”, ribadisce.

 

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