Governo, è fatta! Gentiloni ha consegnato la lista dei ministri: poche le novità e tantissime le polemiche. Soprattutto per il ruolo che avrà Maria Elena Boschi. Tutti i dettagli


 

Il governo è fatto. Dopo l’esito del referendum Renzi si è dimesso, quindi ecco il 64° governo in 70 anni… I ministri. Senza portafoglio: Finocchiaro Rapporti Parlamento, Madia Semplificazione e Pa, Enrico Costa Affari Regionali. Claudio Devincenti alla Coesione Territoriale e Mezzogiorno, Luca Lotti Sport. Con portafgolio Alfano agli Esteri, all’Interno Minniti, alla Giustizia Orlando, alla Difesa Pinotti, all’Economia Padoan, allo Sviluppo Economico Calenda. Alle Politiche agricole Martina, all’Ambiente Galletti. Ai Trasporti Del Rio. Al Lavoro Poletti. All’Istruzione Fedeli. Ai Beni Culturali Franceschni. Alla Salute Lorenzin. Sottosergetario di stato alla presidenza del consiglio Boschi. Terminate le consultazioni con le forze politiche, Paolo Gentiloni accetta l’incarico. Alle 20,30 avverrà il giuramento dei ministri. Stasera l’Italia avrà un nuovo esecutivo. Una marcia a tappe forzate che consentirà all’ex capo della Farnesina di partecipare già giovedì al Consiglio europeo nel pieno dei suoi poteri, una volta ottenuta la fiducia dalle Camere presumibilmente entro dopodomani. (Continua a leggere dopo la foto)

 



Tra i dossier urgenti sul tavolo del nuovo governo, oltre alla legge elettorale, anche la decisione sul decreto per Mps e le banche e le iniziative per sostenere i cittadini delle Regioni colpite dal terremoto. Ma sulla formazione del governo incombe la posizione dei verdiniani che minacciano il No alla fiducia “senza rappresentanza Ala-Sc”. “Non voteremo la fiducia a un governo intenzionato a mantenere uno status quo”, dicono in una nota Denis Verdini e Enrico Zanetti. “Il governo – aggiungono – deve assicurare il giusto equilibrio tra rappresentanza e governabilità, senza rinunciare, in nome di pasticciate maggioranze, a quest’ultimo principio”.

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“Preferiamo l’originale alla fotocopia. Sc-ala ha avanzato contenuti e programmi: su questi chiediamo ascolto. Cosi da noi nessuna fiducia”. Ha precisato Saverio Romano, capogruppo Ala-Sc. I numeri al Senato. Sulla carta il governo Gentiloni può contare in Senato su una forbice che va da un minimo di 160 voti a un massimo di oltre 170. Quindi il gruppo di Verdini – in tutto 18 – non risulta, secondo il pallottoliere, determinante perchè il nuovo Governo a Palazzo Madama incassi la fiducia.

 

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