Alessandro Preziosi come non lo avete mai visto. Il bellissimo attore e sex symbol ha smesso per una volta i panni dell’attore. “Vi dico la sola cosa che rende possibile l’impossibile”, e per lui è ovazione


 

Sul palco della Leopolda è salito anche l’attore Alessandro Preziosi che ha parlato – tra le ovazioni della platea – di “bellezza” ma anche di “scetticismo”. Preziosi è interprete della fiction ‘I Medici’ su Raiuno, dove veste i panni di Filippo Brunelleschi. “Brunelleschi ha fatto la Cupola del Duomo di Firenze in modo che si potesse vedere da tutte le parti della città e che fosse un bene che tutti potessero condividere – ha spiegato Preziosi – Mi sono chiesto ma quanti Brunelleschi ha avuto il nostro Paese? Uno è Enzo Ferrari, un altro Enrico Mattei chiamato per liquidare l’Agip e l’ha fatta diventare il gioiello del nostro Paese”. “L’arte rende possibile ciò che è impossibile, la politica dovrebbe riuscire a fare lo stesso, rende concreto un punto di arrivo. Per farlo è fondamentale comprendere le ragioni dell’altro – ha aggiunto Preziosi – Comprendere le ragioni dell’altro rafforzerà le nostre ragioni, vale anche per chi è fuori dalla Leopolda: auguro al presidente Renzi e ai suoi ministri di ascoltare sempre, costantemente gli altri per rafforzare le proprie convinzioni e indicare una direzione comune”.

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Poi è la volta del Presidente del Consiglio. Renzi ha spiegato che il referendum del 4 dicembre non è solo sul “superamento del bicameralismo paritario, ma sul superamento dell’atteggiamento rinunciatario” e per favorire un’Italia “in grado di affrontare le sfide della modernità e del futuro”. Ed ha ricordato alla platea che mancano 28 giorni all’appuntamento, in vista del quale per il premier occorre mobilitarsi per convincere gli elettori incerti a votare Sì. Quando ha evocato il nome di Massimo D’Alema, la platea della Leopolda è esplosa in un fragoroso applauso nei confronti del premier. “D’Alema ha detto: ‘noi la riforma l’avremmo fatta meglio’. Io chiedo: perché non l’ha fatta, allora, in questi anni?”. E qui è scattato un boato da parte delle migliaia di persone riunite sotto le volte dell’ex stazione ferroviaria.

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Un’altra ovazione è arrivata quando Renzi ha citato i “teorici della ditta” parlando delle divisioni interne al Partito Democratico. Dalla platea si sono levati fischi e anche grida tipo “fuori, fuori”. Il leader del Pd ha espresso “amarezza”, perché “in una parte del nostro partito gli stessi che 18 anni fa decretarono la fine dell’Ulivo, stanno provando a decretare la fine del Pd, perché hanno perso il congresso e usano il referendum per avere la rivincita”.

 

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