Zingaretti: “Addio Pd, facciamo un altro partito. Bisogna cambiare. Il nome…”


Importante intervista a ‘Radio Capital’ del segretario del Pd, Nicola Zingaretti, il quale ha annunciato la volontà di organizzare un congresso nei primi mesi dell’anno prossimo: “Non lo escludo”. Il congresso avrà la durata di 100 giorni e sarà caratterizzato dalle tesi politiche. Sarà anche cambiato lo statuto.

“In 12 anni nessuno ha avuto il coraggio di cambiarlo. Non credo nel partito del capo, quindi abbiamo deciso che il 17 novembre per fare il congresso cambieremo lo statuto. Dopo 12 anni rientra nello statuto il concetto di congresso a tesi, non rinunciamo ai gazebo, il congresso non dura 9 mesi ma 100 giorni, sarà basato su tesi politiche, sarà aperto alla società italiana e aprirà la più importante rivoluzione organizzativa di questa fase storica. Quel mix tra confusione modernista e modello novecentesco è stato un fallimento”, ha ammesso Zingaretti. (Continua dopo la foto)








Poi l’annuncio più clamoroso: “Daremo vita a un nuovo partito, che si chiamerà Partito democratico o quello che decideremo. Cambiare nome? Non credo che bisogna cambiare tutto per non cambiare niente”, ha affermato il politico. Servono necessariamente dei cambiamenti radicali. (Continua dopo la foto)




“Il partito del capo sotto il quale non c’è nulla non va bene, vanno cambiate le regole, questa volta sarò un po’ noioso ma daremo vita al nuovo partito. Non credo che bisogna cadere nell’errore di cambiare tutto per non cambiare niente, vanno superate le correnti che paralizzano il partito, va prodotta discontinuità”, ha continuato Nicola Zingaretti. (Continua dopo la foto)


Il segretario del Pd si è inoltre soffermato sugli accordi con la Libia: “Il Pd chiederà al ministro Di Maio di cambiare il memorandum con la Libia sullo svuotamento dei campi, sui corridoi umanitari, per raccogliere l’appello dell’Onu. Di fronte a situazioni come queste non ho mai creduto al disimpegno unilaterale da situazioni di crisi. Quel memorandum deve cambiare radicalmente, ma la soluzione non è nel fatto di scappare dai teatri di crisi. Questo governo deve darsi con più chiarezza una politica per l’immigrazione. Salvini l’aveva chiusa nel ministero degli Interni, ma la politica dell’immigrazione riguarda anche la politica estera, industriale ed europea”, ha concluso Zingaretti.

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