Anche lui vorrebbe pieni poteri. Il “dietro le quinte” che spaventa i Palazzi romani


Dialogo con l’Unione europea per rivedere il patto di stabilità, nell’ottica di un rapporto critico ma costruttivo con le istituzioni Ue: l’obiettivo, costruire un’Europa più giusta e più equa. Questi alcuni dei punti chiave del discorso che il premier Giuseppe Contepronuncerà alla Camera lunedì, in occasione del voto di fiducia. Il presidente del Consiglio ieri ha incontrato i neo-ministri dell’Interno e dell’Economia, Luciana Lamorgese e Roberto Gualtieri, ed è al lavoro per limare il suo intervento, che in larga parte sarà dedicato ai temi economici e dell’ambiente. A partire dalla manovra finanziaria.

La prossima legge di bilancio nelle intenzioni di Conte dovrà puntare su crescita e sviluppo, e avrà come focus famiglie, giovani e imprese. E poi il tema della sburocratizzazione, da sempre caro al premier del governo giallorosso, nel segno dell’innovazione e della ‘Smart Nation’, per “un Paese più semplice”. Continua dopo la foto








A Roma, scrive il sempre informatissimo Dagospia, si mormora che Dario Franceschini sarebbe andato in visita dal Presidente del Consiglio, che un tempo era Conte ma oggi si sente un Principe, per rimettere in ballo l’idea dei due vicepremier. Temendo di essere escluso dalla cabina di regia (un ufficio a Palazzo Chigi non basta), Su-Dario sperava di cavalcare il clima da luna di miele che segue il giuramento per tornare all’attacco sul punto che più aveva diviso i due fronti durante le trattative. Continua dopo la foto




Ma il Principe Conte, ebbro dell’endorsement intergalattico che è piovuto sulla sua testa catramata, avrebbe risposto picche al povero ministro della Cultura. Non solo non vuole un vicepremier piddino, ma intende pure scavalcare il suo sottosegretario grillino. Di sottosegretari alla Presidenza del Consiglio, infatti, ce ne può essere più d’uno: la scorsa legislatura c’era Giorgetti ma pure Spadafora (con delega alle politiche giovanili), in quella precedente c’era De Vincenti ma pure Gozi (con delega agli affari europei), prima ancora Delrio ma pure Minniti (con delega ai servizi segreti) eccetera. Continua dopo la foto


 


Quello che conta è il titolo di Segretario del Consiglio dei Ministri. Che è l’unico sottosegretario che può partecipare al CdM, verbalizza, guida i lavori e davanti a lui passano tutte le norme da votare nel Consiglio. È il ruolo che ottenne Maria Elena Boschi accanto a Gentiloni, facendo fuoco e fiamme dopo la caduta del governo Renzi.

E Giuseppi, per niente contento di avere Fraccaro alle calcagna, intende nominare sottosegretario anche il fidato Chieppa, per affidargli deleghe pesanti (e, prima o poi, anche quella di Segretario del Consiglio dei Ministri), e mettere il suo capo di gabinetto Goracci al posto di Chieppa come Segretario Generale di Palazzo Chigi. Riuscirà in questo colpaccio? Lo sapremo quando avverrà la nomina dei sottosegretari e viceministri, per cui è già ripartita la trattativa serrata tra i due ”alleati”…

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