Vasco Rossi attacca Gianluigi Paragone: “Cʼè chi dice no lo dico io, giù le mani dalle mie canzoni”. La replica del senatore


Questi ultimi mesi sono caratterizzati da un grandissimo accentramento della politica nella vita quotidiana di (quasi) tutti. Con la recente crisi di governo, le elezioni, poi niente elezioni e alla fine nuovo governo; un po’ tutti ci siamo abituati a non sentir parlare d’altro che di politica e a seguire online, sui social, i rappresentanti di ogni schieramento che si danno battaglia a suon di post e commenti.

In concomitanza al voto di fiducia per il governo Conte bis sono tanti i singoli individui che hanno preso in merito una posizione rigida e chiara. Che Matteo Salvini soffi vento contrario non fa certo notizia, più interessante in queste ultime battute di scontri sono le posizione assunte da alcuni rappresentati dei due partiti coinvolti. Alessandro Di Battista ad esempio, storico attivista grillino, ha dichiarato fermamente di non essere disposto a votare questa alleanza. (Continua a leggere dopo la foto)



Come lui non ha mancato di far presente la sua posizione anche Gianluigi Paragone: giornalista, conduttore e attuale senatore pentastellato. Paragone sulla sua pagina Facebook ha ribadito di non aver alcuna intenzione di votare la fiducia a questa nuova alleanza: ‘È un problema di coerenza’, commenta. Proprio sui social, dove il grillo vanta un cospicuo numero di seguaci, Paragone pubblica un video divenuto virale in pochissime ore, dove in sottofondo si sente Vasco Rossi con la sua ‘C’è chi dice no’.

Il video di Paragone è stato indubbiamente apprezzato dai suoi fan (i like parlano da soli!); peccato non si possa dire lo stesso del cantautore che appena qualche ora dopo il post pubblica a sua volta una replica in cui intima alla politica (senza fare nomi) di ‘Tenere giù le mani dalla mia musica”. Il Blasco pare non aver proprio gradito l’utilizzo politico di un suo brano e ci ha tenuto a ribadire che le sue parole e la sua musica non sono a disposizione per essere utilizzate in politica. (Continua a leggere dopo la foto)


“Domani si vota su Rousseau e sento già l’eco di una canzone che parte da lontano e dice ‘C’e’ chi dice no, io non ci sono’. Io su Rousseau dico no, io non mi muovo”. Proprio con queste parole Paragone introduce il suo video, in sottofondo la canzone di Vasco. Le replica del cantautore è durissima: “C’è chi dice no lo dico io: i politici devono mettere giù le mani dalle mie canzoni! Che imparino a usare parole originali loro e a non strumentalizzare la musica!! C’è chi usa le mie canzoni per le sue campagne politiche e di opinione… Voglio sia chiaro che io non autorizzo nessuno a farlo e per quello che mi è possibile cerco di impedirlo! Tanto meno si può pensare che io sia d’accordo con le opinioni di chi usa le mia musica per chiarire le sue idee confuse!!”. (Continua a leggere dopo la foto)


Anche se molti hanno chiamato in causa il tanto dibattuto diritto di autore, è anche vero che risulta difficile associare il video di Paragone ad una violazione d’utilizzo. La musica di Vasco, negli anni, è diventata un vero e proprio simbolo della cultura musicale italiana, al punto da divenire spesso spunto per argomentare un pensiero, un’idee o uno schieramento. Il Blasco, irremovibile: “‘C’è chi dice no’ lo dico io: i politici devono mettere giù le mani delle mie canzoni”. Tutto risolto allora! I politici devono far politica, ma senza toccare le canzoni di Vasco.

La replica di Gianluigi Paragone arriva in serata, proprio sotto il suo video: “So che Vasco si è arrabbiato per la citazione. Ma come direbbe il Postino a Neruda: La Poesia non è di chi la scrive….”, lasciando il collegamento YouTube al famoso spezzone.