”Sembrava impossibile”, ha detto dopo la vittoria. Guardatelo bene, ne sentirete parlare a lungo perché con lui, 45 anni e figlio di un autista di autobus, sta per cambiare tutto. Ecco chi è, la sua storia e il suo messaggio


 

Londra ha scelto il suo sindaco. Si chiama Sadiq Khan ed è il primo sindaco musulmanodella city. La capitale inglese si conferma in questo modo la città multietnica e cosmopolita per eccellenza. Il successo di Khan ha molteplici significati. Il primo riguarda la città di Londra: la scelta degli elettori è andata in direzione di una svolta nelle politiche abitative e di una maggiore equità sociale, temi al centro della campagna elettorale laburista. Dalla capitale arriva anche un forte no all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, come dimostra il sostegno accordato dalla maggioranza degli elettori a un paladino anti-Brexit come Khan.

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Un ulteriore significato è quello che riguarda un esempio finora inedito di integrazione e convivenza: il nuovo sindaco è una svolta sociale e politica importante, un musulmano praticante che prega cinque volte al giorno è il primo cittadino della più grande città d’Europa e della piazza finanziaria più importante al mondo insieme a New York. Una scelta in antitesi con gli Stati Uniti immaginati da Trump, ad esempio. Khan è un laburista moderato, figlio di un conducente d’autobus e di una sarta pachistani. È un avvocato sposato con due figlie. Inizia la sua avventura in politica con Gordon Brown e poi nel governo ombra di Ed Miliband. Recentemente si è anche schierato sul fronte più critico a Corbyn nella bufera Livingstone, esortando il segretario a “fare di più” per stroncare ogni segno di antisemitismo nel partito.




Il sindaco è un sostenitore delle nozze gay, posizione che gli è valsa anche una fatwa da parte dell’imam di Bradford nel 2013. In campagna elettorale i conservatori lo hanno accusato di essere amico di estremisti e terroristi. Per settimane il suo sfidante, il conservatore Zac Goldsmith, si è concentrato sulla sua religione, contestandogli le apparizioni al fianco di relatori musulmani radicali. “Ho già detto molto chiaramente che considero i loro punti di vista ripugnanti”, si è difeso Khan.


E i londinesi hanno dimostrato di credergli: “La storia di Londra”, della Londra di oggi, “è la mia storia”, ha scritto orgogliosamente sul suo sito. “La mia visione è semplice: dare le stesse opportunità a tutti i Londoners”. A livello internazionale, l’elezione di un musulmano a primo cittadino di una città colpita dal terrorismo islamico rappresenta un secco no alla paura, come affermato dallo stesso Khan in un blog su HuffPost Uk.

 

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