Referendum stravince il “sì”, ma non c’è il quorum. Ecco com’è andato a finire il voto più contestato degli ultimi anni


 

Vincono i “sì” con l’86 per cento dei voti, ma non abbastanza elettori vanno alle urne: il referendum sulla durata delle concessioni alle trivelle non è valido. Il dato finale dell’affluenza alle 23 si ferma infatti al 32,16 per cento, lontano dal traguardo del 50 per cento più uno. Solo la Basilicata supera la soglia minima: nella regione recentemente travolta dall’inchiesta Petrolio, sono andati a votare il 50,43% degli aventi diritto e il 96 per cento ha detto “sì”.

L’affluenza alla chiusura delle urne si è fermata al 32,15 per cento. La Farnesina ha fatto sapere che tra gli italiani all’estero hanno votato il 19,81 per cento degli aventi diritto al voto: in Europa il 19,4%, in America Meridionale il 21,59%, in America Settentrionale e Centrale il dato è al 17,91% mentre nella ripartizione Africa-Asia-Oceania la percentuale è al 16,56%.

Regione leader nella messa a punto del referendum è la Basilicata che ha raggiunto il 50,4% di votanti. Tra le altre regioni che hanno promosso seguono il Veneto, con il 37,77%, la Puglia (42,11%), la Liguria (31,17%), le Marche (33,02%), il Molise (30,33%), la Sardegna (31,36%), la Calabria (26,51%) e la Campania (26,02%). La situazione non migliora guardando le altre regioni. Il Piemonte ha archiviato un’affluenza del 31,28, quindi superiore alla media complessiva, con una punta del 35,12% a Torino. Oltre il dato nazionale anche la Valle D’Aosta, con il 34,02%, come la Lombardia, con il 30,5% (e un picco massimo del 31,6 di Mantova). Sotto la media il Trentino Alto Adige, con 23,8%, diversamente da quanto fatto dal Veneto, che ha raggiunto il 38% (41,4% a Padova), dal Friuli-Venezia-Giulia (32%, con il dato più alto a Gorizia, che ha registrato un’affluenza del 36,5%).

 

“Incesto e necrofilia legalizzate, assurdo vietarli”. La proposta della politica e le (comprensibili) forti polemiche. Ecco di chi è l’idea