“In tre mesi oltre 12mila clandestini in più”. Ed è tutta colpa di Salvini. Il motivo


Matteo Salvini sbatte i pugni sul tavolo. L’immigrazione, nei piani del capo del Viminale in quota Lega, deve essere sconfitta. Ed è disposto a vincere questa battaglia anche a costo di rimetterci personalmente. Almeno, questa è la sua posizione dopo il caso Diciotti. “50 pagine di accuse nei miei confronti, 5 reati contestati (sequestro di persona!), 30 anni di carcere come pena massima. Voi pensate che io abbia paura e mi fermi? Mai”. “So che in Italia ci sono tanti giudici liberi, onesti e imparziali, per me ‘prima gli Italiani’ significa difendere sicurezza e confini, anche mettendosi in gioco personalmente. Di politici ladri, incapaci e codardi l’Italia ne ha avuti abbastanza. Contate su di me, io conto su di voi”, ha detto nei giorni scorsi il Ministro dell’Interno sui social. “Non vedo l’ora di essere interrogato: sarò il primo indagato pronto ad ammettere tutte le sue colpe, mi costituisco”. “Se mi chiederanno, ma lei ha tenuto gli immigrati su quella barca perché voleva che l’Europa alzasse il sedere? Sì, e lo rifarei e se arriverà un altro barcone lo rifarò, mi pagano per difendere i confini del Paese. Arrestatemi”, ha aggiunto Salvini. (Continua a leggere dopo la foto)







“Ho chiesto di condividere i porti di sbarco. Se anche a fronte di questa nuova richiesta – ha annunciato il leader leghista – otterremo un ‘no’ dovremo valutare se continuare a spendere soldi per una missione che sulla carta è internazionale ma di fatto è tutta a carico di 60 milioni di italiani e di un solo Paese”. “Al momento – ha osservato Salvini –  abbiamo ricevuto un sacco di no da Macron e da altri abbiamo quasi esaurito tutti i “bonus dei no” e poi faremo da soli, di sicuro non ci manca la fantasia e le capacità”. Ma davvero la politica attuata dal Governo Conte e da Salvini porteranno l’Italia ad abbattere il numero di migranti? (Continua a leggere dopo la foto)






A far ‘le pulci’ a Salvini ci pensa l’Istituto per gli studi di politica internazionale, Ispi, con sede a Milano. Da giugno ad agosto il Viminale ha aumentato il numero di clandestini presenti nel Bel Paese. I dati analizzati rivelano che la politica di Salvini ha già prodotto 12.450 nuovi irregolari. Perché accade ciò? Questo fenomeno emerge quando all’aumento dei dinieghi di protezione non corrisponde un analogo aumento dei rimpatri effettivi (solo 1.350) il cui trend si conferma in calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Inoltre, un incremento del numero sui nuovi irregolari sarà dato dal consistente numero di persone a cui non verrà rinnovata la protezione umanitaria secondo le nuove indicazione fornite da una circolare del ministro dell’Interno. A luglio le commissioni che esaminano le richieste di asilo dei migranti sono state più solerti e la percentuale dei permessi per protezione umanitaria è scesa al 22% (rispetto al 28 precedente). Se, incrociando questi tre elementi (rimpatri effettivi, dinieghi di protezione e revoca di protezione umanitaria), il trend dovesse essere confermato, la stima dell’Ispi è che in due anni il numero dei migranti irregolari passerebbe dai 490mila del 2017 a 550mila nel 2019. (Continua a leggere dopo la foto)




 

“Quello che si prospetta è un effetto del tutto controproducente rispetto all’obiettivo del ‘via tutti gli irregolari dall’Italia’. – spiega Matteo Villa, ricercatore dell’Ispi a La Repubblica – È un effetto anche abbastanza ovvio se si iniziano a restringere le protezioni prima di riuscire ad aumentare in maniera molto significativa i rimpatri. E si tratta di una sottostima perché stiamo considerando solo i richiedenti asilo (quindi quasi tutti quelli che arrivano via mare), mentre tra i rimpatriati una discreta percentuale è rappresentata da chi entra irregolarmente in Italia in altro modo o supera la durata di soggiorno autorizzata”. E la riduzione degli sbarchi? Secondo Matteo Villa: “Con la riduzione dei flussi dal mare i richiedenti asilo saranno sempre di meno e quindi anche il numero dei nuovi irregolari comincerà a scendere. Ma la realtà è molto diversa”. Come spiega l’analista dell’Ispi a La Repubblica “Il sistema d’asilo ha una certa inerzia rispetto al numero degli arrivi. Una persona attende in media quasi 3 mesi prima di presentare richiesta d’asilo e poi aspetta circa 18 mesi per ricevere il primo esito al quale potrebbe appellarsi”. Insomma, effetto boomerang in arrivo. E dati paradossali per Salvini…

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