100 immigrati resteranno in Italia! “Salvini canta vittoria, ma…”. Ecco dove andranno gli immigrati della Diciotti


 

I primi a scendere sono stati 12 ragazzi, i più giovani, tutti minorenni, trasportati nell’hotspot di Catania, il primo luogo di riconoscimento e registrazione che i migranti conoscono in terra italiana. Nelle prime ore del 26 agosto, poi, anche i restanti 137 sono finalmente sbarcati dalla Diciotti, dopo cinque giorni trascorsi sul pattugliatore della guardia costiera ormeggiato nel molo di Levante del porto di Catania. Ma cosa capiterà adesso a tutte le persone che, per certi versi, sono state “sequestrate” all’interno dell’imbarcazione italiana? Mentre il ministro degli Interni cerca di raccogliere consensi puntando il dito sul presunto mancato aiuto degli altri paesi della Comunità europea, fa intendere, in una intervista del 25 agosto, di “essere a lavoro con alcune nazioni aventi realtà più vicine a noi”. Si capirà soltanto in serata che parla dell’Albania, che, pur di aiutare a risolvere una vicenda diventata, oltre che un’emergenza umanitaria, un caso politico e giudiziario, manifesta l’interesse di accogliere una parte dei migranti della Diciotti. Ma come verranno distribuiti realmente i 149 esseri umani? Fondamentale precisare che la situazione si è risolta grazie alla disponibilità della Cei di accogliere circa un centinaio di profughi nelle loro strutture (leggi parrocchie), dalle quali potranno poi fare richiesta di protezione internazionale. Una disponibilità che si è sommata a quelle di Albania e Irlanda, che accoglieranno circa 20 profughi a testa, recependo così l’appello del ministro degli esteri Moavero Milanesi. (Continua dopo la foto)







La scelta dell’Irlanda, va sottolineato, coincide con la visita a Dublino di papa Francesco e sono in molti a ipotizzare che vi siano state pressioni della Chiesa affinché il governo irlandese dimostrasse disponibilità ad accogliere i migranti. Ma di cosa parliamo quando nominiamo la Cei? La Conferenza Episcopale Italiana è l’assemblea permanente dei vescovi italiani. Dal 24 maggio 2017 è presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo metropolita di Perugia-Città della Pieve. La Cei è di per se un organismo che assume rilievo particolare nei rapporti tra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica, ovvero nei rapporti tra politici membri delle istituzioni italiane e vescovi cattolici italiani. (Continua dopo la foto)




La Cei opera come una persona giuridica (pubblica) avente sede in Roma i cui membri di diritto sono gli arcivescovi e i vescovi, di qualsiasi rito, delle diocesi e delle altre chiese cattoliche particolari italiane, i vescovi coadiutori ed ausiliari nonché i vescovi titolari che dal Vaticano o dalla stessa Cei hanno ricevuto uno speciale ufficio stabile a livello nazionale. Ma non solo, la Conferenza gestisce anche i fondi dell’otto per mille destinati alla Chiesa cattolica dai cittadini italiani. Insomma, Salvini ha cantato vittoria, ma si è dimostrata l’ennesima trovata pubblicitaria del Ministro degli Interni. (Continua dopo la foto)


 


Infatti, a parte la ristretta porzione richiesta da Albania e Irlanda, circa 40 individui in tutto, è l’Italia che, come facilmente prevedibile, prende a carico il maggior numero dei migranti della Diciotti. Giorni di tensione inutili quindi, quelli di questi ultimi giorni e con un bel “nulla di fatto” in mano. È l’Italia a risolvere ancora il problema migranti ed è l’Italia che, naturalmente, si prende quelle responsabilità umanitarie che avrebbe dovuto prendersi sin dal primo momento, senza scomodare la Guardia Costiera, l’Europa e, ultimamente, anche la magistratura che indaga sul vigente Ministro degli Interni. “Cara costò la Diciotti a Salvini”, si dirà fra qualche tempo.

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