Matteo Salvini, altra bocciatura. E questa volta viene da molto in alto


 

La questione migranti continua a tenere banco in Europa e soprattutto in Italia, creando più di qualche polemica anche all’interno della stessa maggioranza. “In fin dei conti alzare l’allarme sugli immigrati come invasori d’Italia che vengono a rubare il lavoro agli italiani è un facile pretesto che libera il governo dall’affrontare con decisione e competenza la grave crisi economica”. Lo sostiene il gesuita Gianpaolo Salvini direttore emerito della Civiltà Cattolica e attualmente scrittore di questa prestigiosa rivista della Compagnia di Gesù che ha uno stretto legame con il Vaticano e gode di una credibilità e autorevolezza che non ha uguali al mondo. Scherza un poco padre Salvini sul suo cognome che coincide con quello del Ministro dell’interno, un dichiarato nemico degli immigrati per combattere i quali moltiplica le promesse di intolleranza che cominciano a sollevare dubbi e perplessità circa l’efficacia del pugno duro che mandi in soffitta addirittura ogni senso di umanità per restare fedeli allo slogan elettoralistico “prima gli italiani”. (Continua a leggere dopo la foto)



Tiscali.it ne ha parlato con il gesuita che attualmente in Italia ha un cognome che richiama l’uomo forte del governo.
“L’attacco del ministro Matteo Salvini alle ONG impegnate a salvare gli immigrati in mare mi pare corrisponda alle dichiarazioni ripetutamente fatte dal ministro e dal suo partito circa un netto irrigidimento nei confronti dell’accoglienza dei rifugiati, che vengono sostanzialmente rifiutati. Con rammarico occorre prendere atto che è anche una delle paure più diffuse attualmente in Europa e in Italia, a cui la Lega dà ampia voce”. Lei pensa che l’avversione e la paura verso i migranti sia il vero obiettivo del ministro Salvini o è un modo per non affrontare i gravi problemi economici e sociali che rimangono senza risposta? (Continua a leggere dopo la foto)


E qui arriva la netta stroncatura: “Una mia impressione è che in questo momento in Italia si parli tanto di migranti (o meglio contro i migranti) anche per evitare i discorsi economici e sulle riforme promesse e difficilmente realizzabili. Rifiutare i migranti che vogliono arrivare da noi non costa molto dal punto di vista economico e viene incontro a una delle paure realmente diffuse. Non sono in grado di dire se le ONG hanno osservato e osservano tutte le norme nazionali e internazionali già in vigore. Può darsi che in qualche caso si appellino al diritto di soccorrere chi è in grave pericolo di vita, senza badare se tutto viene osservato a puntino. Il Ministro dell’interno probabilmente non accetta delle organizzazioni che sembrano agire al di fuori del suo controllo e delle norme italiane, che tende a interpretare o a modificare in senso restrittivo”. (Continua a leggere dopo la foto)


 

“Purtroppo la discussione su questo tema è molto passionale e piena di polemiche che impediscono un dialogo pacato e costruttivo. I quattro verbi usati dal Papa (accogliere, proteggere, promuovere e integrare) rappresentano un programma cristiano e umano quanto mai saggio e accettabile, oltre che lapidario. Ma il Papa ha anche detto di calcolare, prima di accettare i migranti, quanti se ne possono accogliere e ragionevolmente integrare e di regolarsi di conseguenza. La comunità cristiana in Italia si è dimostrata più accogliente delle autorità. Basterebbe dire la verità agli italiani, ossia che non c’è nessuna invasione per abbassare tensione e paura”.

 

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