L’Italicum è legge, ecco come dovremo votare alle prossime elezioni


 

L’Italicum, ovvero il nuovo sistema elettorale, è legge. La Camera ha dato il via libera definitivo con 334 sì e 61 no, gli astenuti 4. Tutte le opposizioni, d’accordo tra loro, prima del voto hanno abbandonato l’Aula di Montecitorio. Lo scrutinio è stato segreto ma la maggior parte dei voti contrari sono arrivati – secondo alcune indiscrezioni – dalla minoranza Pd. La nuova legge elettorale “aveva un grande elemento di chiarezza – ha detto il presidente del Consiglio – Per cinque anni sarà chiaro il governo, chi vince. Ci sarà un sistema nel quale il nostro Paese potrà finalmente essere punto di riferimento per stabilità politica, che è precondizione per l’innovazione economica”. Ma cosa cambia dal punto di vista elettorale in parole povere?

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Il mutamento sostanziale sarà in primis quello sul proporzionale (ovvero il numero di seggi verrà assegnato in proporzione al numero di voti ricevuti).

Soglie di sbarramento. Con l’Italicum si è andati incontro ai partiti più piccoli prevedendo una distribuzione dei seggi su base nazionale ma al tempo stesso, per limitare il proliferare di gruppi parlamentari, al riparto potranno accedere solo le liste che supereranno la soglia del 3%. Circoscrizioni più piccole e tornano le prefenze. Invece delle 27 circoscrizioni attuali si passa a circoscrizioni di dimensione minore. Saranno 100 collegi (in media di circa 600mila abitanti ciascuno) e in ognuno verranno presentate mini-liste, in media di 6 candidati.

Premio di maggioranza o doppio turno. Sono due i sistemi ideati per garantire la governabilità. Se la lista più votata dovesse ottenere almeno il 40% dei voti (soglia alzata dal 35% al 37% e poi al finale 40%), otterrà un premio di maggioranza. Il premio assegnerà alla lista più votata 340 seggi su 617 (sono esclusi dal calcolo il seggio della Valle d’Aosta e i 12 deputati eletti all’estero): si tratta del 55% dei seggi.

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Candidature multiple. I capolista potranno essere inseriti nelle liste in più di un collegio elettorale, come già succedeva nel Porcellum, ma fino a un massimo di 10. Nella prima bozza questa possibilità era esclusa.

Le polemiche sulle quote rosa. Il tema delle quote rosa è stato a lungo dibattuto. Nell’ultima formulazione, nessuno dei due sessi potrà essere rappresentato in misura superiore al 50% (con arrotondamento all’unità inferiore) e nella successione interna alle liste nessun genere potrà essere presente per più di due volte consecutive.

Entrata in vigore. Una volta approvato, l’Italicum entrerà in vigore solo l’1 luglio 2016.