“Quando avevo 13 anni…”. Rocco Siffredi e una rivelazione che scotta. E’ lo stesso porno attore a farla. Ecco cosa si nasconde dietro fama, successo e belle donne


 

“A 13 anni la prima rivista pornografica e lì ho capito che volevo fare questo lavoro”. Rocco Siffredi ha avuto subito le idee chiare su quello che voleva fare da grande. Il porno attore. E lo racconta, senza veli in un documentario in cui ripercorre la sua vita. “C’erano amici che volevano fare i poliziotti, il medico, io volevo fare il pornostar – ricordo il medico di famiglia che mi diceva che sarei stato dannato, mi sarei drogato e ammalato di Aids e non avrei mai avuto una famiglia, ma questo lavoro per me rappresentava la libertà”. Nonostante non sempre sia stato tutto facile. “Questo film per me è stata una vera e propria terapia. Era importante quasi farlo per esorcizzare un po’ tutto quello che era la mia montagna di problemi, auto creati, con cui convivevo da almeno 20 anni”.

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Film autobiografico, “Rocco” racconta la storia del pornostar più famoso d’Italia. “Mia madre voleva che io andassi a lavorare alla Sip perché ci lavorava mio zio. Di sicuro sarei stato uno di quelli che arrivava a casa delle donne per cambiare il cavo dicendo “signora non funziona il telefono”. Lo avrei fatto apposta”. Il suo è un lungo racconto.

 

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Dai pasti in famiglia nella casa di Budapest alle riprese di film pornografici a Los Angeles, dalle stradine italiane di Ortona alle ville americane della Porn Valley, il film ripercorre la storia di una vita ossessionata dal desiderio e offre uno sguardo ai retroscena dell’industria del cinema porno, oltre allo scandalo e all’apparente oscenità. Proprio di recente, Rocco ha raccontato un altro momento intimo della sua vita. Le sue lacrime in diretta tv, che rivelano una tragedia vissuta da bambino, la scomparsa del fratello maggiore: “Avevo sei anni, quando mio fratello morì…”, racconta. “Ricordo il giorno in cui tornando dall’asilo ho sentito dalla strada le grida di mia mamma”, ha raccontato il porno-divo a Silvia Toffanin, nel salotto di Verissimo. “Io non ho chiesto niente, nessuno parlava. Ho visto mio fratello sdraiato sul letto, morto”. Il fratello dodicenne non respirava più, soffocato da una crisi epilettica. “Mi sono chiuso in stanza, ho fatto esplodere tutti i palloncini. E lì è cominciata la mia infanzia”.

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