“Non sfioratelo nemmeno”. Non è una pianta comune, anche solo toccarla può costarvi carissimo. Lo chiamano “albero della morte”, statene lontani il più possibile


 

Vi ricordate di “E venne il giorno?”. Probabilmente no, visto che in molti lo ricordano solo per le quattro nomination ai Razzie Awards, il premio spazzatura per le peggiori pellicole di Hollywood. Bene, al Central Park di New York, le persone cadevano in uno stato confusionale e, a una a una, si toglievano inspiegabilmente la vita. Un attacco biochimico terroristico? No, piuttosto colpa di una terribile neurotossina prodotta dalle piante, in reazione a qualcosa che le minaccia. Il più classico de la natura che si ribella. Tranquilli, non esiste niente di tutto questo anche se alberi particolarmente nocivi per l’uomo esistono. Anzi, ce n’è uno davvero terribile. Si tratta della Mancinella una pianta angiosperma dicotiledone della famigliadelle Euphorbiaceae, originaria della Florida negli Stati Uniti, delle Bahamas, dei Caraibi, del Centro America, e della parte nord del Sud America. Tutte le parti dell’albero contengono delle tossine molto potenti, alcune non identificate. La sua linfa contiene Forbolo ed altre sostanze irritanti per la pelle, che al suo contatto causano potenti reazioni allergiche e dermatiti. (Continua dopo la foto)







Anche solo sostare sotto la chioma dell’albero durante la pioggia è pericoloso, perché le gocce d’acqua, passando sulle foglie della pianta, possono causare delle vesciche sulla pelle, in quanto anche la piccola percentuale di linfa presente è pericolosa. Inoltre, bruciarne il legno è pericoloso, in quanto qualora il fumo dovuto alla combustione dovesse entrarne in contatto, causerebbe gravi danni agli occhi. Il contatto diretto con la linfa può causare dermatite bollosa, Cheratocongiuntivite acuta e danni corneali. Mangiarne il frutto può causare la morte; tuttavia, non si registrano casi di morte a causa di quest’eventualità. (Continua dopo le foto)





 


Quando ingoiato, testimonianze raccontano che il gusto sarebbe Piacevolmente dolce all’inizio, e dopo, “un sapore pepato, che aumenta progressivamente fino a diventare un fortissimo bruciore, con sensazione di occlusione della gola”. I sintomi continuano a peggiorare finché il paziente “non può più mangiare cibo solido a causa del lancinante dolore”. In varie parti delle zone di diffusione, gli alberi sono stati contrassegnati con cartelli, mentre altri vengono marchiati con una X rossa sul tronco, ad indicarne il pericolo. Nella zona delle Antille Francesi gli alberi sono spesso marchiati con una banda rossa su tutta la parte bassa del tronco. Anche se la pianta è conosciuta per essere tossica anche per molti animali, l’iguana nera per esempio è stata osservata mentre ne mangiava i frutti e viveva perfino tra i suoi rami. Aruachi ed i Taino usavano come antidoto un impiastro di Maranta. I popoli antichi dei Caraibi usavano le foglie della pianta per avvelenare le risorse idriche delle tribù nemiche, mentre l’esploratore spagnolo Juan Ponce De Leòn venne avvelenato da una freccia che era stata intinta nelle tossine di Mancinella, durante una battaglia. Morì poco tempo dopo.

Quella che vedete non è una pianta qualsiasi: si chiama Crassula ovata e gli esperti consigliano di averne una nei nostri appartamenti e ambienti di lavoro. “Ecco le sue sorprendenti proprietà”

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