Vacanze al mare? Fate molta attenzione. Si chiama ”vermocane” e da qualche anno infesta le località balneari italiane. Ecco dove si trova e cosa succede se lo sfiorate


 

Si chiama vermocane (Hermodice carunculata) e ha nel Mediterraneo uno dei suoi mari d’elezione, anche se si ritrova pure sulle coste americane, dai Caraibi al Brasile, e nel Golfo di Guinea, in Africa. Negli ultimi tempi ha visto aumentare notevolmente la sua presenza tanto da essere definito un vero flagello. A prima vista l’aspetto è quello di un centopiedi. Il suo corpo, lungo ed appiattito, è formato da 60 a 150 segmenti separati tra loro da una sottile linea bianca. Ogni segmento è dotato di un gruppo di setole bianche fragili e imbevute di veleno. Sulla parte anteriore del vermocane è presente un’appendice rossa che è un organo sensoriale associato all’odore. Nel secondo segmento, dietro alla testa, sono presenti la bocca e gli occhi. Favorita dal caldo (questa è la spiegazione dei biologi marini che si sono occupati del caso), questa specie si sta moltiplicando e sta risalendo verso mari un tempo più freddi come il Tirreno e l’Adriatico. In Italia ha colonizzato i fondali dei mari sopratutto della Sicilia e del Salento, dove si registrano casi di ”attacchi” da circa tre anni. (Continua a leggere dopo la foto)



“Non è nuova in Puglia, per un po’ di tempo è stata buona e ora torna, caso strano proprio quando le acque superficiali pugliesi hanno raggiunto i 30°. Ai Tropici le acque superficiali registrano mediamente 28°…”, aveva spiegato due anni fa Ferdinando Boero, biologo marino professore all’università del Salento. “La sua presenza potrebbe essere sintomo del riscaldamento globale”, aveva concluso. Il vermocane può avere colorazioni diverse: giallo, bianco, rosso, arancione e verde. Un esemplare adulto può essere lungo fino a 35 centimetri. Se infastidito o urtato inavvertitamente, il vermocane lancia letteralmente le sue spinecontro l’intruso. Queste hanno l’estremità a forma di uncino e si conficcano saldamente nella pelle, rilasciando il veleno di cui sono intrise. (Continua a leggere dopo la foto)




 

Il veleno è costituito da una neurotossina che provoca un gran dolore ed una forte irritazione nella zona colpita. La puntura del vermocane può dare origine anche a vertigini e nausea. La sensazione di dolore può durare da poche ore ad alcuni giorni. La puntura dell’Hermodice carunculata non rappresenta un rischio per la vita umana. Malgrado questo, può essere molto dolorosa e fastidiosa. In caso di puntura la prima cosa da fare è quella di eliminare gli aculei conficcati nella pelle. Per farlo si può utilizzare del nastro adesivo. Questo va applicato sulla pelle e fatto aderire il più possibile. Dopo lo si stacca lentamente in modo che gli aculei, restando attaccati al nastro, vengano estratti dalla pelle. Per lenire il dolore invece si può utilizzare dell’alcol.