“Giù le mani dalle mie canzoni”. Vasco Rossi scatenato contro i politici. A farlo infuriare è stato proprio ‘lui’

Giorni di trattative politiche per il governo Conte Bis, giorni di polemiche con un protagonista inaspettato. A finire in prima pagina, stavolta, non sono ministri, vice premier o segretari di partito: è un cantante, è Vasco Rossi. Cosa centra una delle rockstar più amate della storia della musica italiana con gli ambienti del potere, delle leggi, delle alleanze? Di sicuro non sta chiedendo una poltrona né un incarico da Presidente del Consiglio.

Il problema nasce dalle parole di Gianluigi Paragone, in passato direttore del giornale La Padania e oggi esponente del Movimento 5 Stelle. Stiamo parlando di una delle personalità politiche che più degli altri si è scagliata contro le trattative con il Partito Democratico per la formazione del nuovo esecutivo, usando parole fortissime, aspre, velenose. E quando le ha finite ha dovuto chiedere in prestito quelle di un cantante, proprio del Vasco. Continua a leggere dopo la foto.


Gianluigi Paragone, in un recente video pubblicato sulla sua pagina Facebook, ha citato alcuni versi della famosa canzone “C’è chi dice no”, uno dei maggiori successi di Vasco Rossi, proprio per portare acqua al mulino della sua tesi del No. Il tutto arrivava alla vigilia della votazione sulla piattaforma Rousseau, attraverso la quale il Movimento 5 Stelle avrebbe deciso se aprire alla formazione del nuovo governo con il partito di Nicola Zingaretti oppure far saltare il banco. Paragone, che si è sempre espresso per il no, ha deciso di dirlo anche in musica. Continua a leggere dopo la foto.

«C’è chi dice no lo dico io: i politici devono mettere giù le mani dalle mie canzoni! Che imparino a usare parole originali loro e a non strumentalizzare la musica!». Così ha scritto Vasco Rossi sui social, per poi continuare: «C’è chi usa le mie canzoni per le sue campagna politiche e di opinione: voglio che sia chiaro che io non autorizzo nessuno a farlo e per quello che mi è possibile cerco di impedirlo!». Continua a leggere dopo la foto.

«Tantomeno si può pensare che io sia d’accordo con le opinioni di chi usa la mia musica per chiarire le sue idee confuse!». Così la chiosa finale di Vasco Rossi. A cui subito ha risposto Gianluigi Paragone: «So che Vasco si è arrabbiato per la citazione. Ma come direbbe il Postino a Neruda: La Poesia non è di chi la scrive…».

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