raffaella carrà ricordo bob sinclar

“Quando ci siamo visti…”. Bob Sinclar, il retroscena mai raccontato su Raffaella Carrà

Sarà una vera e propria tre giorni per ricordare Raffaella Carrà, morta il 5 luglio all’età di 78 anni, dopo una malattia su cui è stato tenuto a lungo il massimo riserbo. L’addio dell’Italia alla regina della tv, showgirl e cantante, comincerà oggi e si concluderà il venerdì 9 luglio, sempre a Roma, con i funerali alle 12 nella chiesa di Santa Maria in Ara Coeli al Campidoglio. Nelle sue ultime disposizioni ha chiesto una semplice bara di legno grezzo e un’urna per contenere le sue ceneri. La camera ardente sarà allestita in Campidoglio, alla Promoteca, con ingresso dalle 18 di oggi fino a mezzanotte. L’ingresso sarà dalla Cordonata e, poi, attraverso Piazza del Campidoglio e la scalinata del Vignola. Resterà aperta anche giovedì 8 luglio dalle 8 alle 12 e dalle 18 a mezzanotte.

Nel rispetto delle misure anti-Covid la cerimonia funebre si terrà venerdì 9 luglio alle 12 presso la chiesa di Santa Maria in Ara Coeli, sempre su Piazza del Campidoglio. Raffaella Carrà si è spenta alle ore 16.20 di lunedì 5 luglio. Una forza inarrestabile la sua, che le ha permesso di guadagnarsi il titolo di “regina della televisione italiana” fin dai primi anni ’70 sull’onda del grande successo di “Canzonissima”. Ma era anche un’icona della musica leggera, riscontrando grandi consensi anche all’estero, soprattutto in Spagna e in America Latina, con oltre 60 milioni di dischi venduti.

Bob Sinclar ricorda Raffaella Carrà

Tra le collaborazioni di successo quella con Bob Sinclar per il remix del brano A far l’amore comincia tu del 1976. Intervistato da Corriere.it, il deejay ha voluto ricordare l’artista rivelando qualche retroscena inedito del loro primo incontro: “Quando le ho proposto di rifare la sua canzone mi ha risposto: “Non so, prima di decidere devo incontrarti. Non posso lavorare con qualcuno che non ho mai visto di persona”. Abbiamo cenato insieme e ho avuto subito l’impressione di conoscerla da tanto tempo: è stato strano, ma è andata così alla fine mi ha detto: “Non faccio musica da dieci anni ma mi sei piaciuto, ok, facciamolo”.


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“Con le persone con le quali collabora, Raffaella creava una famiglia, restava fedele. Abbiamo iniziato a lavorare assieme e, allo stesso tempo anche a parlare molto: la chiamavo per sapere come stesse, – ha raccontato Bob Sinclar – mi parlava dei suoi progetti e mi chiedeva cosa ne pensassi: eravamo in un rapporto di grande confidenza. Quando sei una figura molto mediatica è importante veicolare messaggi giusti. Lei credeva tanto nella libertà: delle donne, sessuale. Anch’io mi considero una persona libera, ho deciso di fare il mestiere che amo — la musica — e trovo che nella comunità della quale faccio parte non ci siano frontiere, non esistono tra generazioni, colori, religioni. Ecco, credo che Raffaella avesse davvero ben presente tutto questo”.

“Se l’avessi incontrata in un altro momento, se fossi stato un po’ più grande, probabilmente mi sarei innamorato di lei. Era una donna molto bella, con grandi valori, non carrierista, non cattiva, non volgare, animata da bei pensieri. Si chiedeva sempre cosa avrebbe potuto fare per gli altri, come avrebbe potuto utilizzare il suo successo per far del bene alle persone. Credo sia andata via sapendo che tutti l’amavano”.