“Ciao Maestro, eri un genio”. Jovanotti in lutto, l’addio ‘al gigante della musica’ è da brividi

Lutto nel mondo della musica. Si spegne per sempre uno dei grandi innovatori della musica africana. A Tony Allen si deve la geniale intuizione di miscelare l’afrobeat con la musica di genere contemporanea, cme il dub, l’elettronica e il rap.  È nato così lo stile afrofunk, grazie al contributo del batterista nigeriano, definito da Brian Eno come “il migiore batterista di sempre”. Tony Allen si spegne all’età di 79 anni.

La notizia è resa nota dalla comunicazione del manager di Tony: “Non conosciamo esattamente la causa della morte”. Tony Allen si è spento a 79 anni. Un post  di Eric Trosset così recita: “Addio Tony! I tuoi occhi hanno visto ciò che la maggior parte di noi non poteva vedere. Sei la persona più cool della terra! E come dicevi sempre ‘Non c’è fine'”. Nato a Lagos, in Nigeria, nel 1940, Tony Allen è stato batterista degli Africa 70 di Fela Kuti. Da lì prese avvia una carriera da musicista indipendente accanto ai più talentuosi nomi del mondo della musica. (Continua a leggere dopo la foto).


Tony Allen ha affiancato Damon Albarn, Sebastian Tellier e Charlotte Gainsbourg. Sono state tante le collaborazioni di Tony in diversi gruppi di fama mondiale, Insieme a Damon Albarn, Simon Tong (The Verve) e Paul Simonon (The Clash) ha dato vita ai celebri The Good, The Bad and The Queen, nel 2006. Persino l’amicizia con Jovanotti, lo condusse a prendere parte al brano “Oh Vita!”, per poi essere ospite durante il JovaBeachParty. Jovanotti lo saluta per sempre così: “Ciao maestro, genio del ritmo”. (Continua a leggere dopo la foto).

“Prima che lo suonassimo noi, l’afrobeat non esisteva, c’è stata una creazione e di quella creazione mi sento parte e motore, nessuno suonava la batteria in quel modo prima di me, oggi sì ma sono solo copie. Per tanti anni abbiamo copiato lo stile dei batteristi americani, lasciamo ora che siano loro a copiare noi”, aveva affermato. E ancora Jovanotti lo ricorda sul suo profilo Instagram, raccontando il percorso compiuto da chi ha avuto il coraggio di rivoluzionare il mondo della musica con una sola bacchetta. (Continua a leggere dopo le foto e il post).

 

 

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ciao maestro #tonyallen genio del ritmo! ci ha lasciato #tonyallen uno dei musicisti più importanti di sempre. Esiste il ritmo prima e dopo la sua invenzione condivisa con king @felakutiofficial: l’AFROBEAT. Abbiamo suonato insieme, lui è stato fantastico con me, generoso di racconti pazzeschi sugli anni della gloria e su quelli in cui nessuno lo voleva più, poi la rinascita, diventare un mito per generazioni che continuano a scoprire il suo sound e ad attingere a quella fonte sempre freschissima di musica. Era magico. Il groove di Tony è il ponte tra l’africa animista e ancestrale e il funk, nessuno può restare fermo se lui suona la batteria. Un tocco delicatissimo eppure una potenza che sembra un agente atmosferico, un plotone di guerrieri in festa. Un gigante della musica che pesava una manciata di kili, leggero, quasi invisibile fuori dalla sua postazione di re dell’afrobeat, poi si metteva alle bacchette ed era enorme. Ciao Tony e grazie! ti ascolteremo sempre! (grazie @musicalista_produzioni per averci presentato e creato la possibilità di suonare insieme) (ph @maikid )

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“Ciao maestro #tonyallen genio del ritmo! ci ha lasciato #tonyallen uno dei musicisti più importanti di sempre. Esiste il ritmo prima e dopo la sua invenzione condivisa con king @felakutiofficial: l’AFROBEAT. Abbiamo suonato insieme, lui è stato fantastico con me, generoso di racconti pazzeschi sugli anni della gloria e su quelli in cui nessuno lo voleva più, poi la rinascita, diventare un mito per generazioni che continuano a scoprire il suo sound e ad attingere a quella fonte sempre freschissima di musica. Era magico. Il groove di Tony è il ponte tra l’africa animista e ancestrale e il funk, nessuno può restare fermo se lui suona la batteria. Un tocco delicatissimo eppure una potenza che sembra un agente atmosferico, un plotone di guerrieri in festa. Un gigante della musica che pesava una manciata di kili, leggero, quasi invisibile fuori dalla sua postazione di re dell’afrobeat, poi si metteva alle bacchette ed era enorme. Ciao Tony e grazie! ti ascolteremo sempre! (grazie @musicalista_produzioni per averci presentato e creato la possibilità di suonare insieme)”.

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