“È morto così”. Franco Battiato, lo strazio del fratello Michele. Gli ultimi momenti di vita del Maestro

“Ci la lasciato Franco Battiato, un maestro. Uno dei più grandi della canzone d’autore italiana. Unico, inimitabile sempre alla ricerca di espressioni artistiche nuove. Lascia una eredità perenne”. Così il ministro della Cultura, Dario Franceschini ha voluto ricordare il cantautore scomparso. Un dolore per tutto il Paese che alle sue poesie mascherate da canzoni ha legato una parte della sua storia contemporanea. Da tempo aveva lasciato la scena pubblica, a causa di una malattia, ritirandosi proprio nel suo ‘eremo’ alle falde dell’Etna.

Al Corriere della Sera, il fratello Michele ha raccontato gli ultimi momenti di Franco Battiato, tra le mura della villa di Milo. “Franco cominciava da giorni a perdere le facoltà. Si è arrivati ad un deperimento organico per cui, piano piano, si è…come posso dire? Si è quasi asciugato. Non si è accorto del trapasso. Circondato da me, mia moglie, i nipoti, i collaboratori e due medici che non ci hanno mai lasciato”. Poi il racconto va avanti.


“Nelle ultime ore non ha capito, non c’era più. Per sua fortuna era avvolto da un coma profondo. Sulla malattia di Franco Battiato c’è sempre stato un alone di mistero dal 2019, anno del suo ritiro dalla scene. A rompere il silenzio era stato Roberto Ferri, amico e storico collaboratore del maestro siciliano, che in un’intervista aveva dichiarato, non senza scatenare polemiche: “Cercano di tenere in vita qualcosa che è già morto”.

Dalla famiglia di Franco Battiato nessuna apertura. L’unica è quella sulla forma del funerale che si svolgerà in forma privata. “Un momento troppo intimo e privato che non può essere violato da interviste e telecamere”, spiega il fratello al Corriere. “Ho chiamato un sacerdote nostro amico che conosceva e parlava con Franco. Ci sarà lui a benedire, accanto a noi, pochissimi, quasi gli stessi che mio fratello ha avuto vicini in questi mesi di sofferenza”.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Franco.Battiato (@franco.battiato_)

Franco Battiato, una vita pirandelliana

E ancora: “Nessun altro. Ecco perché abbiamo pensato al servizio d’ordine”. Franco Battiato era nato il 23 marzo 1945 a Jonia e già il luogo dei suoi natali è sintomaticamente pirandelliano, in quanto ‘esiste’ come tale solo per sei anni, dal 28 dicembre del 1939 al 25 ottobre del 1945, proprio l’anno della sua nascita.

Ti potrebbe interessare: “Ero preparato, cosa mi ha detto prima di morire”. Addio a Franco Battiato, gli ultimi momenti dell’amico di una vita