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“Cosa stava per fare”. La rivelazione di Orietta Berti su Ornella Vanoni

  • Musica
Ornella Vanoni Orietta Berti

Di fronte all’ondata di ricordi che da ore attraversa il mondo della musica e dello spettacolo, il saluto di Gino Paoli appare come uno dei più intimi e struggenti. Una semplice foto in bianco e nero pubblicata su Instagram, lui al pianoforte e lei elegantissima con una collana di perle, ha riaperto un capitolo che appartiene alla storia culturale del Paese: quello di un amore, come lo definì lui stesso, letteralmente senza fine. È così che Paoli ha scelto di ricordare Ornella Vanoni, scomparsa a 91 anni nella serata di venerdì, lasciando un vuoto che il pubblico fatica ancora ad accettare.

Negli stessi minuti in cui la fotografia iniziava a circolare, molti colleghi continuavano a unirsi al coro di saluti per una delle voci più amate d’Italia. Tra loro Orietta Berti, che ha condiviso con la Vanoni una lunga amicizia fatta di affetto, telefonate e confidenze. “Con grande dispiacere e immensa tristezza nelle scorse ore ho ricevuto la notizia della scomparsa della cara Ornella”.

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Le sue parole, cariche di tenerezza, hanno ricordato quanto la Vanoni fosse rimasta presente nel mondo della musica, nonostante l’età e qualche acciacco. “Ornella è un’icona della musica italiana. Voce unica, eleganza, personalità, con un amore straordinario per l’arte”, ha scritto, tratteggiando il ritratto di un’artista che ha attraversato epoche, generi e generazioni senza mai perdere autenticità.

Orietta Berti Ornella Vanoni


Ornella Vanoni, le parole di Orietta Berti: “Cosa stava per fare”

Poi, quasi a smentire l’idea che Or­nella avesse già concluso il suo percorso creativo, la Berti ha rivelato un dettaglio che oggi pesa come un rimpianto: “Ci eravamo sentite l’ultima volta due settimane fa per una bella telefonata dove mi raccontava dei suoi progetti imminenti, sia televisivi sia musicali e che stava per registrare un nuovo brano con Gino Paoli”. Parole che illuminano con delicatezza una verità sorprendente. Fino all’ultimo la Vanoni aveva continuato a immaginare, costruire, programmare. La musica non l’aveva mai lasciata, e lei non aveva mai lasciato la musica.

Ornella Vanoni Orietta Berti

La loro amicizia, ha spiegato Berti, si era consolidata negli anni, trasformandosi in un appuntamento affettuoso e costante fatto di conversazioni lunghe e leggere, dense di ricordi e quotidianità. “Ci sentivamo spesso per delle bellissime telefonate dove parlavamo di tutto”, racconta, citando i loro animali domestici che intervenivano a modo loro nelle chiacchiere, oppure le discussioni su progetti, abiti, famiglia. E poi la memoria torna al 1966, al loro primo incontro al Festival di Sanremo: due giovani interpreti pronte a condividere il palco con Io ti darò di più, firmata da Memo Remigi, una delle tante tappe di una strada che le avrebbe riviste insieme in programmi televisivi, a Canzonissima e più recentemente al tavolo di Che Tempo Che Fa.

Nell’ultimo paragone affettuoso, Berti ricostruisce ancora una volta lo spirito di Ornella, la sua energia e la sua inesauribile curiosità: “Ornella era una donna forte, libera, attivissima e sempre pronta a cose nuove, a progetti futuri”. Una frase che oggi sembra racchiudere il senso di un’esistenza vissuta con passione, rischi, cadute, risalite, e soprattutto con una leggerezza capace di convivere con profondità e rigore artistico.

“Mi mancheranno le telefonate con Ornella, che erano diventate davvero un’abitudine bellissima per noi”, conclude Berti, lasciando che la nostalgia si trasformi nell’ennesima dimostrazione di quanto la Vanoni avesse saputo toccare le persone, ben oltre le luci del palco. Un vuoto che ora risuona tra i colleghi, tra gli amici e nei cuori di un pubblico che ha sempre percepito la sua voce come qualcosa che non apparteneva solo alla musica, ma alla vita stessa.


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