Lutto nel cinema, l’Italia perde uno dei più grandi maestri. Per tutti resta una leggenda


È morto un grande maestro. Aveva ricevuto l’Imago Honorary Award 2008 il 28 settembre 2008, in occasione del Gala eDIT al cinema CineStar Metropolis di Francoforte, in Germania. Tra i migliori nel suo campo, nel corso della sua vita ha dato luce ai film dei più grandi registi del cinema italiano.

L’artista ha avuto una brillante carriera hollywoodiana, senza mai lasciarsi veramente alle spalle la sua amata Italia. Facendo dell’umiltà il suo punto forte, ha sempre saputo mettere il proprio genio al servizio di ogni persona. Stiamo parlando del direttore della fotografia Giuseppe Rotunno, morto a Roma, sua città natale, domenica 7 febbraio, all’età di 97 anni. (Continua dopo le foto)












Nato il 19 marzo 1923, di origini modeste, Giuseppe Rotunno ha iniziato a lavorare da giovanissimo, dopo la morte del padre, cercando fortuna a Cinecittà. In quel panorama romano inizia uno stage dal fotografo Arturo Bragaglia, in cui svolge dalla fotografia allo sviluppo. Dopo un’esperienza come fotografo reporter in Grecia arruolato nell’esercito, debutta a poco più di vent’anni come giovane direttore della fotografia grazie a Roberto Rossellini nel film L’uomo della croce. (Continua dopo le foto)



Nel 1957 ha apposto la firma sulla fotografia di Notti insonni, di Visconti. Il guizzo di Giuseppe Rotunno gli fece modificare il film in base alla natura delle immagini, realistiche o oniriche. “Che tutto sia come se fosse artificiale, falso; ma quando si ha l’impressione che sia falso, deve diventare come se fosse vero ”. Lavorerà altre sei volte con l’autore di Amanti diabolici, sei film da allora Rocco e i suoi fratelli (1960) fino a Lo sconosciuto (1967), compreso ovviamente Ghepardo (1963), per il quale il regista lo addestrerà, per prepararlo, in mostre di pittura e negozi di antiquariato.

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