“Un assassino”. Jonathan Kashanian, disavventura con le forze dell’ordine: cosa gli è successo


Jonathan Kashanian ha avuto una brutta disavventura e si è duramente sfogato in una serie di storie postate sul suo profilo instagram. L’opinionista del programma di Bianca Guaccero Detto Fatto infatti ha raccontato di essere arrabbiato nero e di aver avuto un diverbio con la polizia, nel suo lungo sfogo Jonathan ha spiegato nei dettagli cosa gli fosse successo confessando alla fine: “Sono stato trattato come un assassino illegale da mettere in galera, il modo in cui sono stato trattato da una persona più grande mi ha scioccato”.

Nel dettaglio Jonathan ha raccontato che poco prima aveva ricevuto una multa di 10 euro poiché aveva lasciato inattivo il mezzo per 10 minuti, essendo arrabbiato quindi dopo essersi messo di nuovo alla guida del monopattino ha attraversato, non vedendolo, con il rosso ma una macchina della polizia lo ha bloccato. (Continua a leggere dopo la foto)






L’opinionista di Detto Fatto nello specifico ha raccontato: “Sono passato con il semaforo rosso ma perché non l’ho visto ma lo ammetto, io mi prendo le mie responsabilità. Ad un certo punto una macchina della polizia inchioda e mi ha messo alle strette”. (Continua a leggere dopo la foto)






Jonathan ha anche aggiunto, visibilmente innervosito, che è stato trattenuto per un ora da lui che aveva una cattiveria e un’aggressività talmente evidente che persino il suo collega si è scusato con Jonathan per il suo atteggiamento. Inoltre ha più volte ribadito che lui ha sin da subito ammesso di aver sbagliato e di essere mortificato per questo e che non era necessario trattarlo in quel modo. Infine Jonathan Kashanian ha continuato il suo lungo sfogo ammettendo. (Continua a leggere dopo la foto)



 


“Io mi aspetto dalle persone che hanno quel ruolo che siano più civili nel far rispettare le regole”. Insomma fortunatamente tutto si è risolto bene alla fine ma lo stilista, che pochi giorni fa ha fatto una tenera dedica a Bianca Guaccero, ha concluso che il loro compito era quello di fargli una multa non di mortificarlo per un’ora.

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