Lutto nel mondo dello spettacolo: se ne è andato “lui”, personaggio eclettico e amatissimo. Addio Gianni de Bury


Lutto nel mondo dello spettacolo: si è spento a 89 anni l’attore napoletano Gianni de Bury. L’uomo era amatissimo nella sua Napoli ma era amato in generale: aveva tantissimi interessi e si dedicava a tante attività. Gli italiani, però, lo ricorderanno di sicuro per la sua partecipazione al film “Così parlò Bellavista” di Luciano De Crescenzo. Si tratta di una commedia tratta dall’omonimo romanzo di De Crescenzo. Il protagonista del romanzo e del film è Gennaro Bellavista è un professore di filosofia in pensione, che passa il tempo libero a esporre le sue teorie al proprio cenacolo di discepoli.

Cioè ai suoi amici Salvatore, Saverio e Luigino. In particolare il professore distingue l’umanità in “uomini d’amore”, come i napoletani, e “uomini di libertà”, come i milanesi. L’arrivo del dottor Cazzaniga scombussola un po’ la sua esistenza: si tratta del nuovo direttore dell’Alfasud che, ovviamente, arriva da Milano e va a vivere nello stesso palazzo di Bellavista. Continua a leggere dopo la foto









Salta subito all’occhio la differenza tra il Cazzaniga – ligio al dovere, puntuale – e il Bellavista che invece è l’opposto. Se avete visto il film di Luciano De Crescenzo (scomparso anche lui da poco, nel luglio del 2019, per la precisione), non avete senza dubbio dimenticato il parcheggiatore abusivo che, per coprire i vetri delle auto vendeva i giornali alle coppiette che si appartavano sul Parco della Rimembranza, il Parco Virgiliano a Posillipo. Una figura indimenticabile che resterà nel cuore di tutti. Continua a leggere dopo la foto






Tifoso sfegatato del Napoli, negli anni ’70, Gianni de Bury fu tra i promotori di Radio Antenna Capri, cioè la prima emittente radiofonica che iniziò a trasmettere le partite del Napoli. Non solo: Gianni de Bury amava così tanto la sua squadra che, quando alla guida del Napoli c’era Corrado Ferlaino, creò una struttura per vendere biglietti e abbonamenti per le partite. Era una specie di ossessione, la sua. E il Napoli, lui, doveva guardarlo da bordo campo. Continua a leggere dopo la foto



 

E sapete cosa faceva a bordocampo? Il fotografo. È proprio da questa grande passione per la sua squadra e per la fotografia che è nato il libro fotografico “La domenica del villaggio”, con prefazione di Luciano De Crescenzo, al quale de Bury era particolarmente legato. Inutile dire che la sua mancanza, specialmente a Napoli, si sentirà eccome…

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