Lutto nel mondo dello spettacolo. Dopo aver lottato per anni contro un male incurabile, si è spenta. Ma il suo ricordo resterà sempre vivo nel cuore di chi l’ha amata


 

Ha lottato per anni contro un male incurabile che, alla fine, è stato più forte di lei. Il cancro ha fatto una nuova vittima: Raffaella Pandolfi, nota ballerina televisiva che aveva esordito nel piccolo schermo negli anni ’90. Tutto era iniziato con ”Piacere Raiuno”. Condotta da Toto Cotugno, la trasmissione aveva l’obiettivo di far conoscere l’Italia agli italiani. Per questo ogni settimana la trasmissione veniva registrata in un teatro diverso. Un programma amatissimo, ve lo ricordate? Ecco. Lei, Raffaella, aveva iniziato la sua carriera lì. 

Dopo quella ”avventura” aveva capito che la danza era il suo mondo, così aveva partecipato ad altre trasmissione e si era dedicata, prima alla danza classica e poi a quella moderna e contemporanea.

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Dall’Athletic Center di Sorrento, la Pandolfi era passata  al Centro danza Études di Sergio Amato  e Maria Rosaria Iodice. Poi era diventata a sua volta un’insegnante. Ma anche coreografa e regista presso l’associazione Dance studio. 

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Tantissime le esperienze come coreografa: dalla “Notte del mito” alla discoteca Il Ciclope a Marina di Camerota fino allo spettacolo “Te voglio bene assaje” con Zucchero Fornaciari, in piazza Plebiscito, a Napoli, in eurovisione Rai del 1997. Degne di nota anche le coreografie ideate per la trasmissione “Sereno variabile” del 2000, seguite da numerose esperienze come il progetto “Io allo specchio, una donna racconta”, con Gino Rivieccio (2005), Peppino Di Capri e Sal Da Vinci (Maggio 2006), lo spettacolo “Quanne ce vo’ ce vo’”, sempre con Gino Riviecco.

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Ora il cancro se l’è porta via, ma non si può dire che lei non abbia lottato con tutte le sue forze. Ma la Pandolfi continuerà a vivere nei cuori di chi l’ha amata. Ha infatti lasciato un segno indelebile nel mondo del ballo, grazie all’opera di sensibilizzazione che ha sempre contraddistinto la sua carriera. Alle sue allieve ha sempre insegnato che danzare era molto di più di una semplice passione. 

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