Michael Jackson, testimonianza choc: cosa c’era nella sua camera quando è morto


A dieci anni dalla morte di Michael Jackson la sua scomparsa continua a far discutere. L’icona della musica, il re del pop, l’uomo che ha rivoluzionato il mondo dello spettacolo americano ci ha lasciato il 29 giugno del 2009. La sua morte ha sconvolto milioni di fan e, ancora oggi, rimane un mistero pieno di interrogativi mai risolti.

Anche se fonti ufficiali hanno tirato in ballo tra le cause del decesso un’overdose causata da farmaco anestetico, il Propofol, le tesi complottistiche si sono susseguite per mesi dando il via ad un lungo dibattito. Tanto che pochi giorni fa, il 22 giugno 2019, nel Regno Unito è andato in onda un nuovo documentario dedicato a Michael Jackson, che racconta in esclusiva gli ultimi istanti di vita del cantante, ma svela anche quello che i soccorritori hanno trovato nella sua camera da letto. Testimonianze davvero sconcertanti e inedite. (Continua a leggere dopo la foto)



 

In “Killing Michael Jackson”, questo il titolo del docufilm, attraverso interviste inedite ad Orlando Martinez, Dan Myers e Scott Smith, i tre detective della polizia di Los Angeles che per primi entrarono nel ranch di Neverland dopo la chiamata dei soccorsi, si fa luce su molti aspetti della vita dell’artista. E a pochi giorni di distanza dall’anniversario della morte, viene descritta nel dettaglio la camera da letto dove è stato rinvenuto il corpo di Michael Jackson. Uno scenario decisamente sbalorditivo. (Continua a leggere dopo la foto)


La stanza era piena di medicinali e articoli sanitari: spiccava poi tra i tanti oggetti una bambola molto realistica e una bacheca con foto di ragazzini. “C’era un computer sul suo letto, una bambola molto realistica e anche una specie di pubblicità con foto di bambini. C’erano anche dei post-it, o pezzi di carta attaccati in tutta la stanza e specchi e porte con piccoli slogan o frasi. Non so se fossero testi o pensieri, alcuni di loro sembravano poesie, la camera da letto era… era un casino. La stanza in cui veniva trattato, non sembrava una stanza adatta a nessun tipo di trattamento medico!”, avrebbe rivelato Martinez, la cui testimonianza è stata raccolta dal noto tabloid britannico The Sun. (Continua a leggere dopo la foto)


Nel documentario si parla anche del dottor Murray, il medico curante del cantante americano che ha dovuto scontare due anni di carcere per omicidio colposo. I tre investigatori hanno descritto il contenuto della borsa del medico, accusato di aver somministrato a Michael Jackson, già privo di sensi, un farmaco sbagliato. La valigetta era stata nascosta nella proprietà: “Abbiamo trovato un mucchio di altre medicine che erano state usate, come il propofol. Abbiamo trovato tutti i rifiuti, tutta la spazzatura. Tutto tranne gli aghi, le bottiglie vuote e le cose che, quando siamo entrati nella stanza, avrebbero dovuto essere lì!», ha dichiarato il detective Martinez, il quale assieme ai suoi colleghi è giunto ad un’amara conclusione: «Abbiamo capito che durante gli ultimi momenti di vita di Jackson, il dottor Murray aveva smesso di dargli il CPR o aveva aspettato prima di dargli CPR e poi ripulito tutto!”