“L’acido addosso”. Orribili minacce all’attore Domenico Diele


Insulti e minacce contro Domenico Diele dopo che la Corte di Appello di Salerno ha ridotto a 5 anni e 10 mesi la pena di 7 anni e 8 mesi a cui, in primo grado, il 33enne era condannato per omicidio stradale. E sui social, una volta appresa la decisione della magistratura, è scoppiata la rabbia, dove numerosi utenti sono tornati a prenderlo di mira, protestando per la decisione dei giudici di accorciargli la condanna in prigione. Domenico Diele quella sera aveva la patente sospesa e furono trovate tracce di stupefacenti nel suo sangue: su Facebook c’è una pagina creata appositamente per i suoi haters, si chiama Diele in carcere-Assassino.

Da quella pagina viene fuori il peggio contro di lui: gli utenti lo chiamano “assassino” e “topo di fogna”, qualcuno lo minaccia di sfregiarlo con l’acido, altri promettono “la faremo pagare, a te ai tuoi avvocati e giudici”. E inoltre, scrive il Corriere della Sera, alle udienze qualcuno si è anche palesato, con urla e cartelli fuori dal tribunale. Continua dopo la foto



Non abbiamo depositato una denuncia solo per rispetto dei familiari della vittima, ha spiegato al Corriere l’avvocato Ivan Nigro, che assiste Domenico Diele: «Abbiamo però fatto una segnalazione, preoccupati non tanto dai leoni da tastiera quando dai gruppi di donne che presidiavano l’aula con atteggiamenti violenti». La pagina Facebook, secondo quanto dice la sua amministratrice, una 42enne, sarebbe quasi interamente composta da amici della vittima. Continua dopo la foto


Floriana Mona, creatrice della pagina, ha poi ribattuto all’articolo in un post proprio su Facebook: secondo la 42enne «purtroppo nell’era social fanno più notizia gli insulti e le “minacce” che uno che guidava senza patente e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti si è messo alla guida ammazzando una persona riceve, rispetto al gravissimo reato commesso da quest’ultimo. Si è puntato l’accento su alcune frasi uscite su questa pagina tipo “ti butto l’acido addosso o tipo che i giudici si mettessero nei panni della famiglia, “se accadesse ad una vostra figlia”». Continua dopo la foto


 


«Premetto che questa pagina è nata semplicemente per chiedere “GIUSTIZIA” non vendetta, è nata in segno di protesta per una legge che ancora non è adeguata alla gravità del reato di “Omicidio Stradale” – scrive Floriana – L’intento non è l’istigazione alla violenza o le minacce, l’intento è fare sentire l’indignazione di chi conosceva Ilaria e di tutti quelli che si sentono colpiti, tutti quelli che prima di tutto vorrebbero che storie come questa se ne leggessero sempre meno e che vorrebbero sapere che se uno sbaglia, se uno commette un reato paghi veramente per quello che ha fatto».

E ancora: «La vittima non è Domenico Diele che adesso è distrutto e devastato e non lavorerà più nemmeno per la pubblicità dei pannolini, la vittima è Ilaria Di Lillo che per colpa del povero Diele devastato, adesso non vive più non è più qui con noi. Infine chiedo a tutti, tutti quelli che amano Ilaria e tutti quelli che pur non conoscendola si sono indignati per questa storia, di non usare minacce o frasi violente che sono solamente controproducenti per i fini per cui questa pagina esiste». «La pagina non si chiude perché per noi è uno strumento, anche se piccolo, che serve per comunicare e per rimanere informati sull’iter giudiziario. In ogni caso questa pagina è per Ilaria perché il minimo che oggi si può sperare, è vedere la persona che l’ha uccisa, pagare la giusta pena per il reato commesso».

Ti potrebbe anche interessare: Gemma Galgani, da dama a conduttrice. Il programma è sulla bocca di tutti