Cinema in lutto: è morto William Goldman, due Oscar per la sceneggiatura


Il mondo cinema perde un altro pezzo da novanta. È stata la figlia Jenny ad annunciare il decesso di William Goldman, il leggendario sceneggiatore e scrittore che ha collezionato successi in quasi 50 anni di carriera che si è spento venerdì 16 novembre 2018 all’età di 87 anni. Secondo quanto riporta Variety, Goldman stava lottando contro un cancro al colon e la polmonite. Le sue condizioni di salute si sarebbero poi aggravate e le complicazioni delle ultime ore lo hanno portato alla morte.

Una carriera brillante, lunghissima e costellata di successi la sua. ‘Misery non deve morire’, ‘Il maratoneta’, ‘La storia fantastica’ e ‘Maverick’ sono solamente alcuni dei numerosi film di cui era stato sceneggiatore. Ma la sua fama è soprattutto dovuta a due autentici capolavori che gli hanno valso anche due premi Oscar. Il primo prestigioso riconoscimento è arrivato nel 1970 con il film ‘Butch Cassidy’, con Paul Newman e Robert Redford diretti da George Roy Hil. (Continua dopo la foto)




In quella pellicola Goldman, che era anche autore del soggetto, ha ricevuto la famosa statuetta per la migliore sceneggiatura originale e ha dimostrato tutta la sua straordinaria capacità di trasmettere il senso dell’avventura. Il secondo è arrivato sette anni più tardi con un’altra pietra miliare del cinema. Con il film, sempre con Redford ma stavolta accanto a Dustin Hoffman, diretti da Alan J. Pakula, ‘Tutti gli uomini del presidente’. (Continua dopo la foto)



Goldman adattò per il grande schermo la storia di Carl Bernstein e Bob Woodward sul Watergate e vinse un secondo Oscar, ma per la migliore sceneggiatura non originale. E dire che, come ricostruisce Repubblica, Goldman si considerava sceneggiatore per caso. Aveva iniziato scrivendo libri (in Italia sono stati pubblicati ‘La principessa sposa’, ‘Fratelli’, ‘Io sono Raymond’ e ‘Non si trattano così le signore’) e ‘Il Maratoneta’ del 1974 resta uno dei suoi più grandi successi. Due anni dopo diventò un film diretto da John Schlesinger con Dustin Hoffman. (Continua dopo foto e post)


 


Talentuoso e versatile, Goldman ha ispirato migliaia di giovani. Nel 2015 gli chiesero come facesse a passare con così tanta facilità da un genere all’altro e se avesse un metodo di lavoro preferito. Rispose così, in un’intervista rilasciata a Signature: I”l metodo di scrittura che preferisco per ogni formato? Incrocio le dita, scrivo e non mi fermo mai. Prego che ciò che scrivo sia anche buono. Tra la scrittura di romanzi e la sceneggiatura non c’è un mezzo che preferisco, mi mandano tutti nel panico”. Tra i primi a ricordare il grande sceneggiatore sui social network Ron Howard, Ben Stiller e Mia Farrow.

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