“Ogni volta una coltellata”. Elena Santarelli, il toccante momento di sconforto


 

Una difficile battaglia mai nascosta ai fan, affrontata a testa alta anche attraverso i social. Elena Santarelli proprio in queste ore è tornata a parlare della malattia del figlio Giacomo e questa volta lo ha fatto confessandosi a cuore aperto a Vanity Fair. Era l’autunno 2017 quando al figlio Giacomo, 9 anni, era stato diagnosticato un tumore cerebrale e da quel momento in poi la showgirl non si è mai data per vinta, continuando a raccontare la battaglia sua e quella del suo bambino attraverso i social. “La parola tumore fa paura, ma ci sono tanti altri reparti in cui la paura della morte è ugualmente forte, se non di più. Tante persone in questi mesi mi hanno scritto ‘sei straordinaria’ o ‘quanto sei forte’ ma non è che sono io così, come me ci sono altre mamme che non hanno la mia visibilità, ma che lo sono altrettanto se non si più”. La prima reazione che hai da madre è che il tumore vorresti averlo tu. Ma purtroppo non è possibile. Allora capisci che tocca essere forte, a quel punto puoi solo reagire”. (Continua a leggere dopo la foto)



Una lotta difficile, che però la Santarelli affronta con positività, cercando di non far vivere o solo percepire a suo figlio la condizione di malato: “Io a Giacomo faccio fare tutto quello che è possibile. Se non fosse per i capelli non diresti mai che mio figlio ha un tumore. È questa l’unica cosa che un genitore può fare: non farlo sentire malato, non stravolgere la sua vita, non cambiare le sue abitudini”. Un periodo non facile, durante il quale la showgirl ha comunque cercato di non perdere le abitudini e la routine lavorativa. (Continua a leggere dopo la foto)


“Giacomo è sempre la priorità ma continuare a lavorare fa bene a me come agli altri genitori. Certo poi ci sono anche quei genitori che per affrontare le cure devono trasferirsi, magari venire a vivere a Roma. In quel caso devi lasciare il tuo paese, la tua casa. Io anche in questo caso sono fortunata. Vede che questa parola torna sempre? Mio figlio è curato nella città in cui viviamo. Forse anche per questo sembro così forte perché in questi mesi ho conosciuto tanti altri genitori che stanno peggio di noi”. Cosa non vorrebbe mai sentirsi dire: “Quando un genitore mi dice di aver perso il suo bambino ma che fa il tifo per il mio. Sempre una pugnalata al cuore”. (Continua a leggere dopo la foto)


 

Positività ma anche momenti difficili, spiega la Santarelli: “Quando mi metto a letto, e intorno a me c’è silenzio, quello è il momento peggiore. Nella mia mente sento i rumori più forti. Ci sono pensieri non felicissimi che mi sfiorano, ma devi subito cancellarli e pensare in positivo: ‘tutto andrà bene e basta’. Inutile darsi la mazzata sui piedi prima ancora di sentirsela dare. Le altre paure poi una mamma deve sempre tenersele dentro, ma questo non vuol dire nascondere le cose”.

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